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martedì 25 marzo 2014

Il mondo com'è (167)

astolfo

Cina-Usa- La Cina cresce negli affari internazionali da un quarto di secolo come gli Usa dopo la guerra civile, per la capacità di creare ricchezza. Con una differenza non marginale: la ricchezza americana si è basata a lungo sule risorse minerarie e la spinta all’Ovest, quella cinese sul commercio internazionale, sulla competitività.

Concilio – L’ecumenismo è stato singolarmente cieco di fronte all’ortodossia, verso la quale invece il passo sarebbe stato minimo e facile. Per la comunanza che divide più degli opposti? È un vecchio principio della scienza politica, canonizzato da Maurice Duverger., “I partiti politici”, 1951, e “La VIe République et le régime présidentiel”. Ma anche per l’antislavismo del papa slavo, per il peculiare sdoppiamento dei polacchi, che se lo aiutò contro il sovietismo, gli fu d’impedimento successivamente. Quando Gorbaciov andò ad arrendersi a Roma a dicembre del 1989, concordò la restituzione agli uniati (ortodossi cattolici) ucraini dei beni che Stalin aveva loro sottratto e trasferito agli ortodossi di Mosca dopo la guerra, e promise l’apertura di quattro diocesi cattoliche in territorio russo. Per queste “missioni”, giovani paolo II fece affidamento su vescovi e sacerdoti polacchi – proprio quelli che il patriarcato di Mosca meno soffre. Dieci anni dopo Giovanni paolo II estenderà le guerre umanitaria a quella aerea – guerra senza onore – contro la Serbia. Fu per questo impossibilitato a recarsi a Sarajevo e a Mosca, come avrebbe voluto. E in Greci, Bosnia e Romania fu ospite non gradito.

Il pontificato di Giovanni Paolo II si dice anticonciliare per il motivo che non si dice: che quel papa fu mariano, visceralmente, polemicamente mariano, mentre la desacralizzazione di Maria era l’obiettivo principale dei guastatori alla Congar, sotto il segno del’ecumenismo. Il prelato francese si giustifica scrivendo che il culto mariano avrebbe allontanato protestanti e ortodossi. In realtà, Congar, con De Lubac e Daniélou (il cardinale, accademico di Francia, che morirà con una prostituta), o la nouvelle théologie, era in fatto di principio per un ridimensionamento del ruolo e del culto di Maria. Uno dei temi che più ricorrono nel “Diario” è la preoccupazione di sminuire il “tentativo mariologico” di portare la Vergine a Corredentrice e Mediatrice, nel testo “De Beata Virgine Maria”, che dopo varie vicissitudini costituirà il capitolo ottavo della “Lumen Gentium”, la “costituzione dogmatica” del 21 novembre 1964. Congar vuole ripetutamente “una mariologia guarita dal cancro massimalista”.
È su questo testo che Congar delinea la strategia della guerriglia. Il 22 settembre 1961 scrive: “All’inizio la discussione è molto dura. Per fortuna Laurentin è coraggioso, misurato e documentato. Apre la battaglia antimassimalista. Ci diciamo l’un l’altro che non dobbiamo fare un’opposizione eccessiva, per non correre il rischio di qualcosa di peggio di quello che vogliamo evitare. Vi sono, infatti, due dati incontestabili, davanti ai quali non possiamo far nulla: (1) l’esistenza di testi pontifici e di correnti mariologiche; (2) l’esistenza di più di 450 richieste di vescovi nei vota. Si può però cercare di favorire l’elaborazione di un testo relativamente sobrio, facendo modificare qualche passo che i massimalisti potrebbero utilizzare per cercare di andare ancora più in là” (Diario I, p. 113).
Curiosamente, fra le tante richieste dei vescovi , Congar cita quella di mons. Lefebvre, allora arcivescovo di Dakar, che a nome dei vescovi africani,  “chiede che si definisca o affermi che la Beatissima Vergine Maria è mediatrice di tutte le grazie” (Diario I, p. 122).
Un’altra curiosità è che la beatificazione di Pio XII poggia prevalentemente sul culto mariano. Mentre al Concilio fu il motivo di massimo rifiuto del suo pontificato. Congar giudica che con Pio XII si era giunti ad un “massimalismo pericoloso”, di cui trovava molte tracce nello stesso Concilio. Riuscendo però a evitare che si trasformassero in qualche dogma, lasciando gli apprezzamenti al campo delle opinioni e della mitologia.

I dogmi mariani esistono ma non se ne parla. Lasciando la figura di Maria piuttosto all’antropologia e alla sociologia. Lo stesso Paolo VI diede questo indirizzo, in una “esortazione apostolica” che intitolò “Marialis Cultus”.
Nucleare – Ha introdotto il disordine nelle relazioni internazionali. E sopravvive come un reperto non nobile, del tipo rifiuti, non smaltibili. Decaduto come strumento politico dopo le “guerre stellari” di Reagan che costrinsero l’Urss alla resa, sta lì come un mondo di dinosauri, pericolosi ma screditati. Sono all’improvviso desueti, e retrospettivamente folli, i concetti che si elaborarono a giustificazione: la deterrenza, la dissuasione, il containment, il rollback, l’attacco preventivo o first strike.
Ora che è residuale e senza scopo – un problema, non indifferente, di decommissioning – manifesta evidente la regressività che ha introdotto nelle relazioni tr i popoli. L’armamento nucleare è stato incongruente fin dall’inizio. Se non per il radicamento della potenza Usa nel mondo. Ma inutile nelle guerre americane successive, tutte o quasi perdute. O, se vinte, non per l’arsenale missilistico-nucleare.

Partitocrazia – Il tema di battaglia dei radicali e di Scalfari sarà infine di Berlinguer. Che ne estese la critica a tutti gli enti economici pubblici, presentati come feudi. “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela” disse a un forum al giornale “La Repubblica” il 28 luglio 1981 che abbiamo avuto l’onore di editare. Era il tema d battaglia, anni 1950, di Giuseppe Maranini, costituzionalista e preside dell’istituto fiorentino di Scienze politiche “Cesare Alfieri”, e lo fu poi della sua “scuola”, Tosi, Spreafico, Sartori, et al. Maranini era un vecchio liberale, con simpatie per Saragat.

Privacy – Si pubblicano subito, per esteso, senza nessuna cautela, ripetutamente, i nomi degli intercettati, anche abusivamente. E dei loro interlocutori, siano pure occasionali, il salumiere, la lavandaia. E sempre in un quadro spregiativo, di accusa e derisione, anche senza colpe o imputazioni. Moltiplicando ove possibile le foto “rubate”, magari al bagno o in camera da letto, in cucina, a tavola. Si danno invece solo le iniziali di assassini, grassatori, ladri, delinquenti comunque acclarati, oppure nomi di fantasia, a loro e anche alle loro compagne e ai congiunti complici, con l’uso di attenuativi, “supposti”, “presunti”, e condizionali. È l’epoca dei delinquenti? 

Slavofilia – In Dostoevskij è sinonimo di libertà, degli “umiliati e offesi”. Nel “Diario di uno scrittore” così la propone: “Essa non vuole invadere né conquistare ma vuole liberare gli umiliati e offesi, ridare loro una vita nuova per il bene loro e dell’intera umanità”.  Ma sapendo di essere minoritario, se non solo: “Questa è la mia fede. Non c’è da ridere”. E: “L’Europa naturalmente non capirà e ci tratterà nuovamente da barbari”.

Unione Europea – È nata occidentale, è diventata orientale. L’annessione rapida, promossa da Romano Prodi, degli stati dell’Est Europa ne hanno sbilanciato la composizione, facendone un complesso germanocentrico, con i satelliti baltici e balcanici, dalla ex Jugoslavia all’Ucraina, riducendo e quasi annullando il peso dei componenti occidentali, Francia, Italia, Belgio e Olanda, mentre se ne allontanano la Danimarca e il Regno Unito. Undici dei 27 stati membri sono dell’Est, ex comunisti, di fresca adesione – dodici considerando anche la Finlandia, col suo statuto di neutralità con la Russia. Diventeranno più della metà dell’Ue tra un paio d’anni, con le adesioni previste di Ucraina, Serbia, Montenegro, Macedonia, Albania, Bosnia, Kossovo.

astolfo@antiit.eu

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