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mercoledì 30 dicembre 2020

Ombre - 543

La conferenza stampa del presidente del consiglio Conte è da latte alle ginocchia – sì, però, vedremo, aspettiamo  per tre ore. Il solito pilatismo avvocatesco, ma specialmente stonato in questa pandemia. Che nessuno dei giornalisti intervenuti fa rilevare – tutti a puntino, con la loro domandina preregistrata. Si fa una conferenza stampa per la propaganda – pubblicità redazionale.  
 
Mediobanca consiglia a Unicredit una fusione. Non la consiglia, la fa prospettare necessaria dal suo “ufficio studi”. Lo stesso che ne sconsiglia l’acquisto ai risparmiatori-investitori in Borsa, se non a prezzo più basso – ne predice-preconizza il ribasso. Per conto dei suoi clienti-padroni francesi, p.es. Bnp Paribas? Questo non si dice, e sarebbe invece l’informazione più importante.   
 
I morti sono un terzo in più di quanto il governo calcola, avverte l’Istat, 84 mila dal primo febbraio a fine novembre, in più rispetto alla media del periodo corrispondente negli anni precedenti. C’è stata una moria generale, a prescindere dal coronavirus? L’avremmo saputo – avremmo dovuto saperlo. Non è una discrepanza statistica, è un vero e proprio occultamento dei contagi e della letalità.
 
Inverosimile il tasso dei contagi nel Veneto, al 30-40 per cento dei tamponi. Cioè: non ci avevano detto la verità, né dei contagi (che non s’impennano in un giorno), né delle attività che sottostanno ai contagi. Nella regione che si voleva modello anti-pandemia.
Ma, stranamente, nessuno ne chiede conto – come già in Lombardia: è l’effetto Lega - abbiamo comunque ragione, e attaccatevi?
 
Inverosimile anche che il tasso di positività (positivi per tampone) raddoppio in due-tre giorni.  Abbiamo dati raccolti a caso? Non c’è uniformità, e perché? Avere – e dare - cifre precise non è il primo dovere del governo? Il governo ce li ha ma non li dice?
I media perché non se lo chiedono?

La verità è che l’Italia ha il più gran numero di morti per coronavirus in rapporto alla popolazione, 121 su 100 mila abitanti. Ed ha un numero altissimo di morti in rapporto ai contagi, il 3,5 per cento - fanno peggio solo Messico (8,5 per cento) e Iran (4,5). Per una sanità costosissima ma da Terzo mondo per qualità.

Un bilancio di previsione che il Senato deve votare a scatola chiusa, in un paio d’ore. Un bilancio di migliaia di elemosine a pioggia, vecchio – eterno? -  stile clientelare. Un bilancio in debito di almeno venti miliardi. Con molte spese senza copertura. Su cui il presidente della Repubblica non ha nulla da ridire.
È più di una crisi politica, di governicchi “comici”, che sanno solo regalare soldi che non hanno – di governi di cacicchi. È anche costituzionale: niente spese senza copertura?
 
Fa scandalo la Germania che si compra i vaccini a parte, prodotti in Germania, coi soldi suoi - a parte dalla Ue. Perché?
Si ha – si propaganda - l’idea che la Ue sia una federazione, mentre non lo è. Non è nemmeno una confederazione – non ha statuto politico, non ha costituzione. Ha poteri burocratici esagerati, che usa in modo assurdo (leggi: come dice la Germania). È, cioè, il peggio di tutto. 
 
Ma non è solo la Germania che fa per sé: un po’ tutta l’Europa si governa come meglio crede. Solo in Italia Bruxelles è maestra di scuola e carabiniera. Da imbe(ci)lli, i media come le istituzioni – i famosi araldi del vincolo esterno.
 
Si fa la Brexit come se fosse un sopruso o un’alzata d’ingegno britannica. Mentre è la presa d’atto di una Ue burocratica, nel nome di non si sa quale norma o idea: fastidiosa, opprimente, assurda. Si dice tedesca ma, più che altro, di teutonica burocrazia.
 
Panebianco spiega lungamente domenica sul “Corriere della sera” che solo il Pd può governare, la destra non c’è, non è europea, etc. Lunedì “La Lettura”, il settimanale del “Corriere della sera”, ripropone per i duecento anni della morte “Napoleone, modernizzatore e populista”. Il sogno è una sinistra bonapartista - era il regime sovietico. Il meglio della democrazia? Degli studi politici?
 
Il professor Panebianco argomenta che non c’è Europa al di fuori di Angela Merkel, perché “in Germania e nelle democrazia nordiche al seguito ci sono gruppi entro i rispettivi establishment
che da tempo accarezzano l’idea” di dare un calcio nel sedere all’Italia. “Al seguito” della Germania è da presumere. Bisogna abbozzare dunque, il vecchio appeasement. Bella Europa, democratica.
 
“Il governatore della California Gavin Newson, lamenta “The Nation”, “sta per fare di Alex Padilla il primo senatore latino, per occupare il seggio lasciato da Kamala Harris, il solo senatore donna nera”. Harris, indiana di origine, obietterebbe: colorata può servire, in epoca di minoranze, ma nera sicuramente non per una indiana.
 
“Condanno sia il neoliberismo sia il populismo”: è fermo come roccia l’arcivescovo di Milano Delpini con Cazzullo. Si direbbe uno d’altri tempi, pieno di certezze. Senza più armi ma ben temibile. È sempre una chiesa che condanna.
 
Sbagliano molto l’arbitro La Penna e il Var Mazzoleni di Juventus-Fiorentina. Tutto a danno della Juventus, come si vedeva, peraltro senza problemi, su Sky. Un caso? Non può essere, è una delle certezze del calcolo delle probabilità.
Lo stesso fanno Doveri e Irrati in Juventus-Atalanta – con più mestiere. Il calcio-scommesse è morto? Deve vincere Milano?
 
S’agghiommera la giustizia napoletana sul calcio, che controlla in Procura e nei Tribunali: il giudice Sandulli, romano napoletano, sbaglia in appello la motivazione della sentenza su Juventus-Napoli.
Oppure l’ha sbagliata apposta, per farsela rigettare all’ultimo, definitivo, grado di giudizio?
Si dice che Napoli è morta, ma è ben viva: tanta squallida furba protervia è inimmaginabile, ma è ben reale.

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