Cerca nel blog

mercoledì 25 febbraio 2026

La sagra del democristianesimo

Un rito. Il solito bombardamento di venti-trenta canzoni, per lo più di sconosciuti – come tenere a mente la pletora di rapper, di versi senza poesia, di melodie da prosa piana? Con i suoi indefettibili, almeno per le prime ma lunghissime tre ore, tredici milioni di italiani - meno, pare, dell’anno scorso, ma pur sempre tanti.
Una sagra. Per quella che è ormai una “cerimonia”, un rituale, una cresima (confermazione). Quest’anno in chiaro, avendone l’onesto conduttore Conti spiegato in anteprima la natura: il festival è “cristiano e democratico”. Da regime politico? No, il festival si ripete uguale perché è la storia della repubblica. Insipida e-ma autoreferente.
Carlo Conti, 76° festival della canzone italiana, Rai 1

Nessun commento: