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Ungaretti poeta dell'amore
Coraggiosa rivisitazione
del “massimo poeta italiano del Novecento” – cosa non vera, ma al cinema dei personaggi
tutto deve essere eccezionale.
Popolizio dà spessore alla
rievocazione facendo di Ungaretti soprattutto un poeta dell’amore – del figlio
morto come delle attrazioni fatali. In parallelo, quasi una stessa vicenda, col
lavoro dell’attore, dell’impersonazione di cose e persone come identificazione,
ma ripetuta e ripetitiva – “parole, parole”, che altro, come in poesia. Ma si scontra,
lui o la produttrice-ideatrice Gloria Giorgianni, con un materiale documentario
irrisorio. Malgrado tutto, il focoso Ungaretti era riservato.
Notevoli naturalmente i commenti
critici, per essere entusiasti. Ma sopra tutto le testimonianze a sorpresa delle
ottantenni, quasi, Iva Zanicchi e Enrica Bonaccorti, piene di aneddoti, vivaci
come ragazzine. Insieme con Bruna Bianco, lei con tutti i suoi ottanta, benché
più bella di prima, che con Ungaretti condivise l’ultima fiammata di amore fisico,
lui di 78, lei di 26, a partire dal 1966. Ma purtroppo non le ha viste quasi nessuno - Rai 3 spende i suoi gioielli come tappabuchi.
Massimo Popolizio, Vita
di un uomo. Giuseppe Ungaretti, Rai 3, RaiPlay
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