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martedì 24 febbraio 2026

La salvezza viene dall'Ucraina nel paradiso di La Ciotat

Enzo, 16 anni, fa l’apprendista muratore in un cantiere edile. Non ha voluto studiare, e non ha voglia d’imparare il mestiere, che pure si è scelto. Non sa spiegarsi col padre professore, che pure vorrebbe in qualche modo aiutarlo, né con la madre ingegnera, meno intromettente ma sempre attenta. Ha i suoi approcci con una ragazza, nella piscina della villa di famiglia vista mare – siamo a La Ciotat. Ma è la frequentazione di due ucraini tuttofare, che lavorano nella stessa impresa, che gli apre un orizzonte. I due, cottimisti sul lavoro, anche il sabato e la domenica, e spensierati fuori orario, devono ora tornare in patria per fare la guerra. Cioè, uno dei due vuole tornare, l’altro ha deciso di no. Finché, con Enzo, non cambia idea.
La solita parabola del ragazzo “strano”, perché ha e non lo sa pulsioni omosessuali. Col solito sogno di ogni pederasta, che il ragazzo s’innamori dell’adulto. Ma girato con grazia - da Campillo in sostituzione di Cantet, che il film ha ideato e sceneggiato ma non ha fatto in tempo a dirigere. Ambientato in un luogo di tutti e di nessuno – Enzo, all’italiana, è il nome originale del protagonista. Con un attor giovane, esordiente, Eloy Pohu, che non lascia immaginare un altro “Enzo” possibile. E un contorno sempre misurato, come una ripres  dal vero: Favino, il padre, la madre Élodie Bouchez, e i due “ucraini”, Nathan Japy e Vladyslav Holyk.
Laurent Cantet-Robin Campillo, Enzo, Sky Cinema, Now

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