Cerca nel blog

martedì 14 aprile 2026

Giallo paraipnotico

A ogni posa una piega si aggiunge – donna sola vittima di vicino maleducato, psichiatra perseguitata dal paziente, psichiatra persecutrice, consulti meticolosamente registrati in audiocassette, registrazioni trafugate, ipnosi e magia, paziente trascurata, oppure amata?, Parigi occupata ai nazisti, un suicidio che forse è un assassinio… La mente sconvolta della psichiatra – ci può stare, anzi grande soggetto – naviga a zigzag nella confusione.
La suspense inseguita alla Argento, per atmosfere. Però interrotte in continuazione da contro-suspense, da pieghe realistiche, ordinarie. Un genere che Jodie Foster, la psichiatra, in gioventù pluricandidata e pluripremiata Oscar, dal “Silenzio degli innocenti” in qua, straordinario successo di cassetta trent’anni fa, coltiva, con effetti da serie B.
Un film che ha aperto l’ultimo Cannes, e non si vede perché – forse perché figura film francese. Anche Auteuil sembra sorpreso di esserci: fa il marito divorziato della psichiatra, per la quale si spende come detective, smascheratore, inseguitore - e si confronta in una scena notturna impensabile, in un garage, col nemico (supposto, non ne sappiamo nulla, se non che è collerico e ebreo) che è integralmente nudo, reduce da una sveltina in terrazza sotto la pioggia, ma non si ride.   
Rebecca Zlotowski, Vita privata, Sky Cinema, Now

Nessun commento: