Un’idea
semplice e un’ora e mezza di suspense al diapason. Senza atmosfere sinistre
né violenze - senza bombe, siamo a Teheran, e nemmeno forche in piazza per giustiziare. Una giornata particolare di normali incontri e conversazioni,
con le amiche, gli amici, le mogli degli amici, scorbutiche, le vicine,
impiccione, e qualche proposta indecente – ma senza drammi. Una ragazza madre,
sola in città, dove studia, deve nascondere per una notte la figlia di pochi mesi
perché i genitori, che non sanno di avere una nipote, devono passare la notte
in città per un lutto e hanno deciso di dormire da lei. Deve trovare un rifugio alla bambina.
La
giovane Sadaf Asgari (nipote del regista) da sola regge tutta l’ora e mezza, In
giro per Teheran, a piedi, in taxi e in motoretta. Col solo ausilio di un’amica.
Con un cameo per Babak Karimi, il grande mediatore del cinema iraniano in
Italia – si prende il ruolo dell’unico cattivo, misurato, suadente. Le molte
caratterizzazioni, come usava nel buon cinema, vivacizzano e alimentano la tensione.
Il
primo lungometraggio, e subito “perfetto”, di un regista che si è formato in
Italia.
Una
curiosità è come mai le pellicole che non hanno avuto audience ma se la
meritano, con una seconda possibilità in tv, non vano sulla Rai. I Bernabei
figli pescano meglio del mammut Rai, sono più fortunati? È l’intelligenza
contro la burocrazia?
Ali
Asghari, La bambina segreta, Tv2000, Play2000
sabato 18 aprile 2026
Suspense a Teheran – senza bombe (né forche)
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