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Mosè-Michelangelo detta la Legge
La
storia di Mosè quale la conosciamo – di Mosè egizio, seppure di padre ebreo – e
una riscrittura dell’“Esodo”, il libro biblico. Un racconto lungo che sancisce
la vita di Mosé, e il suo controverso impegno per introdurre il popolo ebraico,
schiavo in Egitto, alla libertà, col permesso del faraone per liberare l’Egitto
dalle dieci piaghe, e alla Legge, al Dio Unico. Con l’aiuto del fratello di latte
Aronne – dell’egiziano Mosé che riporta gli ebrei a Dio.
Mosè,
figlio di una principessa egiziana e di uno schiavo ebreo, viene dato con vari stratagemmi
a balia a una donna ebrea, Jochebed, che ha appena partorito (Aronne) e ha
perciò latte in abbondanza. Mosè avrà poi un’istruzione, la madre volendo per
lui un futuro da alto dignitario, in un collegio dell’Alto Egitto, dove apprende
scrittura, diritto, geografia e astronomia. È un outsider ma non accetta
l’esclusione: in lite con un sorvegliante, che gli rompe il setto nasale, finisce
per ucciderlo. Non succede nulla, ma qualche anno dopo Mosè capisce che il suo delitto
sta per essere scoperto, e si rifugia a Maidan. Dove sposerà Sefora, la figlia
del sacerdote Ietro.
In
un roveto ardente un giorno l’Invisibile gli si manifesta e gli ordina di riportare
al paese d’origine il suo popolo – suo dell’Invisibile. Mosè obietta che non ce
la fa, l’Invisibile gli consiglia di avvalersi di Aronne, abile dialettico, e
gli concede il potere di fare miracoli. Segue il resto noto della storia.
Non
un racconto d’invenzione ma una testimonianza politica, come lo stesso Mann
spiega ne “La genesi del Doctor Faustus”. A fine 1942 ebbe la proposta, da parte
del produttore Armin Robinson, di aprire con un racconto-saggio una collettanea
anti-Hiler, l’uomo che ha infranto la Legge, un’opera di carattere “polemico-morale”,
da intitolare “I dieci comandamenti”, e da pubblicare in più lingue. Collaboravano
anche Werfel, Romains, Maurois, Rebecca West tra gli altri. Mann scrisse in
fretta con quello che sapeva. Il libro fu pubblicato nel corso del 1943, col titolo
“Ten short novels of Hitler’s War against the Moral Code”.
Una
sola curiosità: “Probabilmente sotto l’inconsapevole influsso della figura heiniana
di Mosè, diedi al mio protagonista i lineamenti … non già del Mosè di Michelangelo,
ma di Michelangelo stesso”. Michelangelo come “l’artista affaticato che con sforzo
e tra sconfitte scoraggianti lavora la renitente materia prima umana”.
Thomas
Mann, La legge, Mondadori, pp. 162 pp.vv.
Le
teste scambiate - La Legge – L’inganno, Oscar, pp. 264 € 16
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