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venerdì 17 aprile 2026

Mosè-Michelangelo detta la Legge

La storia di Mosè quale la conosciamo – di Mosè egizio, seppure di padre ebreo – e una riscrittura dell’“Esodo”, il libro biblico. Un racconto lungo che sancisce la vita di Mosé, e il suo controverso impegno per introdurre il popolo ebraico, schiavo in Egitto, alla libertà, col permesso del faraone per liberare l’Egitto dalle dieci piaghe, e alla Legge, al Dio Unico. Con l’aiuto del fratello di latte Aronne – dell’egiziano Mosé che riporta gli ebrei a Dio.
Mosè, figlio di una principessa egiziana e di uno schiavo ebreo, viene dato con vari stratagemmi a balia a una donna ebrea, Jochebed, che ha appena partorito (Aronne) e ha perciò latte in abbondanza. Mosè avrà poi un’istruzione, la madre volendo per lui un futuro da alto dignitario, in un collegio dell’Alto Egitto, dove apprende scrittura, diritto, geografia e astronomia. È un outsider ma non accetta l’esclusione: in lite con un sorvegliante, che gli rompe il setto nasale, finisce per ucciderlo. Non succede nulla, ma qualche anno dopo Mosè capisce che il suo delitto sta per essere scoperto, e si rifugia a Maidan. Dove sposerà Sefora, la figlia del sacerdote Ietro.
In un roveto ardente un giorno l’Invisibile gli si manifesta e gli ordina di riportare al paese d’origine il suo popolo – suo dell’Invisibile. Mosè obietta che non ce la fa, l’Invisibile gli consiglia di avvalersi di Aronne, abile dialettico, e gli concede il potere di fare miracoli. Segue il resto noto della storia.
Non un racconto d’invenzione ma una testimonianza politica, come lo stesso Mann spiega ne “La genesi del Doctor Faustus”. A fine 1942 ebbe la proposta, da parte del produttore Armin Robinson, di aprire con un racconto-saggio una collettanea anti-Hiler, l’uomo che ha infranto la Legge, un’opera di carattere “polemico-morale”, da intitolare “I dieci comandamenti”, e da pubblicare in più lingue. Collaboravano anche Werfel, Romains, Maurois, Rebecca West tra gli altri. Mann scrisse in fretta con quello che sapeva. Il libro fu pubblicato nel corso del 1943, col titolo “Ten short novels of Hitler’s War against the Moral Code”.
Una sola curiosità: “Probabilmente sotto l’inconsapevole influsso della figura heiniana di Mosè, diedi al mio protagonista i lineamenti … non già del Mosè di Michelangelo, ma di Michelangelo stesso”. Michelangelo come “l’artista affaticato che con sforzo e tra sconfitte scoraggianti lavora la renitente materia prima umana”.
Thomas Mann, La legge, Mondadori, pp. 162 pp.vv.
Le teste scambiate - La Legge – L’inganno
, Oscar, pp. 264 € 16  

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