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domenica 12 aprile 2026

Giallo semplice

Un commissario non onnisciente né taumaturgo, come vogliono i gialli. Nemmeno fortunato, non specialmente. Uno in età, come lo sono i più, che si arrabatta con amicizie (femminili) vecchie e nuove. Un commissario infatti che non è venuto dal nulla: è stagionato e si occupa di persone e cose che conosce da sempre – o, per essere precisi, di un mondo che lo conosce meglio di quanto lui si conosca.
Un “giallo” della normalità. Vita di paese, con le fisse del cibo, dei luoghi, dei personaggi, pettegolezzi compresi e malignità, e conoscenze vecchie che si ritrovano. Genitori, di ventenni, ragazzi soprattutto,  disorientati, tra canne, mamme, e niente da fare - non ci sono le zie, ma ci sono i cugini. E Bisio che ci mette la faccia senza trucco, il commissario come il vecchio maresciallo dei Carabinieri, un po’ stordito dagli eventi. Qui anche dai ricordi, essendo tornato dove aveva cominciato.
Un mondo frusto. E senza sorprese. Che però ha il suo fascino – volendo proprio essere frusto e senza sorprese? Certo, è una novità. Ma il segreto della ricetta è forse la collocazione nell’Appennino emiliano – Castiglione dei Pepoli. Un mondo altro, talmente è semplice. Per liberarsi-ci dalle fruste mafie, Napoli, la Sicilia, la Calabria, Bari, la Rai le ha provate tutte: le Alpi, Torino, Ferrara perfino, ora ci prova con l’Appennino emiliano.
Renato De Maria, Uno sbirro in Appennino, Rai 1, RaiPlay

 

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