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domenica 31 maggio 2026

Quando la Russia scopriva l’Europa, e l’Italia

Nel 1436-37 si tenne, dapprima a Ferrara e poi a Firenze, un ultimo concilio tra la chiesa di Roma e quella d’Oriente in vista della riunificazione. Con la partecipazione dell’imperatore di Costantinopoli e dei suoi eredi, in cerca di un’alleanza che rigenerasse lo spirito delle crociate, contro l’assedio islamico che lo minacciava. Non si concluse nulla. Cioè, si concluse con una riunificazione, che non tenne un giorno. L’imperatore e i metropoliti ortodossi che parteciparono al concilio e siglarono e l’intesa furono sconfessati al ritorno. Tra essi il metropolita russo Isidoro, di Mosca, il cui viaggio è la materia di questa cronaca, stesa da un segretario. La chiesa di Roma e i principi cristiani non aiutarono minimamente Costantinopoli contro i turchi.
A cura di Alda Giambelluca Kossova, che lo ha ripescato come “primo diario di viaggio di un russo nelle terre europee occidentali”, e lo ha tradotto – alla lettera? – con una gradevole patina antiquata, una cronaca che si fa leggere per la descrizione, generica ma anche minuta, sorpresa, delle novità delle tante città tappa. E delle abitudini urbane in materia di accoglienza - che comunque per il metropolita russo sono sempre in pompa.  Attraverso Kaliningrad e i Paesi baltici, Lubecca, la Germania settentrionale e centrale, l’Austria e le Alpi, Venezia (città stranissima), Ferrara, l’Appennino tosco-emiliano, Firenze – luogo di molta ammirazione.
Anonimo russo, Da Mosca a Firenze nel Quattrocento, Sellerio, remainders, pp. 64 € 6

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