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venerdì 12 giugno 2026

Mettiamo la Russia a ferro e fuoco

Ci hanno messo poco von der Leyen e i suoi sponsor a Bruxelles a capire che porsi sulla linea dei Baltici – e della Polonia, e dell’Ucraina in arrivo - in politica estera, cioè contro la Russia, è solo rovina. A  prescindere dal fatto che la Germania non è più tanto antirussa, sia a destra che a sinistra, non più quanto lo era col canceliere socialista Scholz. Nonché la difesa, la politica estera è la maggiore debolezza dell’Europa.
In politica estera ci vuole accortezza, le armi non sono tutto. Non è un bizzarria come sembra la critica di von der Leyen ai Baltici.
Il cammino dell’Europa fra i grandi della terra – prima Usa-Urss, ora Usa-Cina – avrebe molto da apprendere p.es. dall’Italia. Che, essendo res nullius nel lungo dopoguerra, non solo per la sconfitta vergognosa ma anche a fronte dell’asse franco-tedesco costruito e sbandierato come dominante, senza riguardo per gli altri, anche se fondatori, eccettuato il servizievole Benelux – senza riguardo per l’Italia, per intendersi - dalla superchieria si è difesa e si difende con la sponda transatlantica. Stretta in tutti i campi, politico, militare ed economico. Molto facile fare affari in America e con gli americani. Impossibili con la Germania (solo ora, forse, per la debolezza in cui la Germania versa - ma non è detto), solo condiscendenti con la Francia (del tipo: compratevi quello che volete, banche, lusso, qualche immigrato).
Non c’è disegno in  Europa. Sembra strano doverlo ancora dire, ma ècome non detto. L’asse franco-tedesco era ed è necessario, dopo tante guerre. Ma non può essere l’anima dell’Europa. Per tutti i motivi poss
ibili. Per es. l’inadeguatezza delle leadership politiche nei due paesi. In assenza di una opinione critica negli stessi – uno legge “Le Monde” negli anni di Macron, così imberbe primo della classe, e gli cascano le braccia.

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