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L’Europa dei falliti
Macron e Merz si
accordano con Starmer per avviare una loro mediazione nella guerra in Ucraina. E
mandano da Putin i loro ambasciatori a Mosca. Una cosa ridicola, che Mosca naturalmente ha
sbeffeggiato – si negozia se si hanno crediti presso entrambi i contendenti, e comunque
non con i portabandiera.
Ma non c’è di meglio in Europa,
questo residuo di Vecchia Potenza. E non ci potrebbe essere di peggio: un
diplomatico di terza categoria avrebbe spiegato che per mediare bisogna essere
forti, o allora comunque beneaccetti, e capaci di destreggiarsi. Discutere,
scegliere, mettere assieme una proposta, provarci - fare un po’ d’“ammuìna”,
almeno quella.
Vi si sono cimentati, senza
nessuna idea, tre capi di governo tra l’altro screditati nei rispettivi Paesi.
Merz e Starmer in fretta dopo la nomina, Macron – eletto solo per la
pregiudiziale anti-Le Pen - per due presidenze di fallimenti in serie, politici,
economici, diplomatici.
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