“Se la sentiva” Tamburini annunciando sabato per domenica “il rischio per le partite bancarie” esploso lunedì mattina. O “le mosse intrecciate di Mps, Bpm, Unicredit, Commerzbank e Crédit Agricole”. Mancava solo Intesa, con Bper - con Unipol. Si va da assestamento in assestamento, come se “sempre più grande” fosse sinonimo di efficienza. E magari di maggiore, e non ridotta, attività – di credito, di finanziamento, di supporto all’economa, oltre che alle “ragioni dei manager”.
Però, Bpm, cioè Credit Agricole, che così, di passata, voleva Mediobanca e Generali, senza nemmeno pagarle, questa era ancora da vedere. Castagna, il generale manager di Bpm, ci è o ci fa? Anche Unipol che diventa padrona di Generali era ancora da vedere, la irresistibile ascesa di Carlo Cimbri - dietro la faccia bonaria di Ancelotti (avremo la Rca Unica?).
“Prima di Trump, per gli immigrati latino americani il periodo peggiore è stato quello di Obama”, spiega lo scrittore messicano Yuri Herrera, autore di una “Trilogia della frontiera” a Alessandra Coppola su “La Lettura”: “Tutte le infrastrutture ora in funzione che somigliano a campi di concentramento le ha costruite Obama. Durante il cui mandato è stato fatto il maggior numero di rimpatri forzati”.
Curiosa la scoperta degli esperti cui i media ricorrono, specie in America, che gli iraniani sono mediatori abili - più, molto più, degli americani ( questo non si dice ma si vede). A volte, troppe, gli Stati Uniti sono terrapiattisti. Nel caso, senza nemmeno dover studiare la storia, un po', bastava ricordare lo scandalo, cosiddetto, Irancontra, o Irangate: come gli ayatollah si fecero riarmare da Reagan - che pure restava il Grande Satana.
“Ascolti, maggio
positivo per La 7 e Mediaset, in calo il servizio pubblico”. Sono trent’anni, o
quaranta, che Aldo Grasso, il maggiore critico televisivo dà le pagelle delle reti
tv, oltre che degli spettacoli, sul “Corriere della sera”. Che da dieci anni fa
tutt’uno con La 7, stesso editore, intraprendente. A quest’ora di calo in calo il “servizio
pubblico” dovrebbe essere sparito.
Mirra Andreeva si laurea
campionessa di tennis al Roland Garros “a 19 ani e 38 giorni”. Un miracolo, è
da supporre. Ma perché gareggia “senza inno né bandiera”? Non lo sappiamo –
perché è russa, ma non lo diciamo. Ce ne vergogniamo? Che lei sia russa, o che
non possa avere bandiera?
Si possono distruggere arredi e macchine (computer, video, fotocopiatrici, etc.) nelle rituali occupazioni scolastiche senza dover pagare il danno. Anche rilevante – nella fattispecie di 10 mila euro: si può essere delinquenti, a scuola. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato. Il supremo aeropago della giustizia amministrativa. Che fa il paio con la Corte dei Conti. L’uno al chiuso del palazzo Spada, regale, sontuosa residenza. L’altro prepotente a via Baiamonti, di cui si è fatto un garage privato. Che non difendono lo Stato ma i loro privilegi – gli amministrativi sono i soloni: fanno (disfano) lo Stato.
“Beatrice, l’orrore della morte a due anni: picchiata e costretta a fumare. Nei video le sevizie". A Imperia. In Abruzzo una lieta famiglia è perseguitata dai servizi sociali e dai tribunali dei minori perché vive nel bosco e i figli sanno leggere e scrivere ma non vanno a scuola. A Imperia tre bambine sono abusate, una anche uccisa, da due scemi drogati, in un quartiere come tanti, e non c’è un’assistente sociale in giro. In Abruzzo sì che ce’è la “cura”, il filosofo Heidegger se ne farebbe una medaglia.
Zelensky scrive una lettera sfottente a Putin, una lettera aperta, divulgata prima che fosse partita, intitolandola proposta di pace. O così la dicono i giornali, che evidentemente non sanno più leggere, avendo smesso di studiare da tempo. Ma il problema non è questo. È che Italia e Europa si stanno accollando una macina da mulino al collo di cui non capiscono la pesantezza. Con o senza Zelensky attore comico al comando.
Cairo si fa candidare dal suo “Corriere della sera” alla “discesa in campo” – “non mi dispiacerebbe”. Ma sotto forma di indiscrezione. Da uomo del giusto centro. Che il Giro d’Italia festeggia a Roma col sindaco Dem e col ministro a capo di Forza Italia. Ineccepibile. Ma lo fa sotto forma di “indiscrezione”.
Cairo è un bravo editore – non fa fallire i giornali, l’unico. Ma senza giornalismo?

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