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Idillio amaro in campagna
“Andare verso la
campagna” come “Andare verso il popolo” di Moravia nei “Racconti romani”: ci
sono sorprese, non gradevoli. Anche in clima green. Specie per gli sprovveduti.
Oggi come nel Sessantotto, quando “si andava” verso la Sabina o verso il Cilento,
“tanto non costa nulla”, e c’era solo da faticare: pulire, raschiare,
inchiodare, difendersi dai topi, e in qualche modo scaldarsi. Qui si aggiunge –
siamo in Toscana? – la perfidia locale della multa per abusivismo, per avere
sostituito le tavole rotte del pollaio con un paio nuove: fa ambiente, protetto,
anche il rotto.
Insomma, fra
aneddoti veri (la multa per abusivismo nel pollaio) e altri inventati (il
carotaggio alla ricerca dell’acqua che pesca nel pozzo nero), un disastro: anche
in campagna ci vuole giudizio (tutto funzionerà a meraviglia quando subentra una
coppia che sa piantare i cocomeri, e poi farli crescere.
Mano leggera del
regista di Mondaini e Vianello, e di Ficarra e Picone. E ruoli da protagonisti per
Giulia Bevilacqua e Lastrico, ma su un’aneddotica poco inventiva. Con un ruolo burbero
e simpatico per il burbero e simpatico Pennacchi. Il titolo echeggia "Benvenuti al Sud", ma la maga non scatta.
Meglio che in campagna,
la libertà si conquisterà in barca. Sulla scia di Conrad.
Giambattista Avellino,
Benvenuti in campagna, Sky Cinema
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