domenica 13 settembre 2026
Quando il terrorismo è una forma di guerra
Salman Rushdie è andato al processo contro Hedi Matar, il terrorista islamico cha ha provato ad assassinarlo quattro anni fa, e ne ha ricavato questa impressione, confida a Viviana Mazza su “La Lettura”: “Sembrava un cretino. Teneva gli occhi abbassati e prendeva appunti”.
All'ultimo respiro - un giorno in ospedale
Un’infermiera
seguita passo passo nel suo turno quotidiano (diurno) in un ospedale cantonale
(non grande cioè, ma dall’intensa attività) svizzero. Con alti e bassi, la
paziente che sta meglio di tutti, di umore e di fisico, con la quale è anche
possibile farsi una cantatina, che poi muore, o il paziente che a sette o otto
giorni dal ricovero ancora non è stato visitato dal dottore (che è una dottoressa,
arcgna) e si “autodimette”. Niente di che, giusto lo svolgimento delle normali
pratiche. Che però richiedono, anche le più semplici, complicate procedure –
anche soltanto aprire una scatola richiede sterilizzazioni, guanti, annotazioni,
eccetera.
Il film si propone
come di denuncia sociale, con la chiosa finale che anche nella ricca Svizzera
gli infermieri sono troppo pochi e tropo sfruttati. Ma su questi movimenti
rituali, frenetici, più che sul “caso”, cioè sull’ordinarietà della cura ospedaliera,
Volpe costruisce un meccanismo che inchioda – senza porre mente alla neutralità
del gesto, dell’evento. Un piccolo miracolo: si segue la vita ordinaria dell’infermiera
– che però è la bravissima Leonie Benesch, l’amburghese de “Il nastro bianco”, “La
sala professori”, “Lezioni di persiano” - come il Godard di “Fino all’ultimo respiro”.
Petra Volpe, L’ultimo
turno, Sky Cinema, Now
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