Un’ordinanza (executive order) presidenziale che introduce al seggio elettorale la certificazione (una sorta di carta d’identità) che il votante è cittadino americano è stata bloccata da un giudice federale. La Corte Suprema sarà chiamata probabilmente a decidere. Anche perché la materia elettorale (“tempi, posti e modi” del voto) è ai termini della Costituzione di diritto statale - al Congresso il potere di “regolare” le elezioni, p.es. col Voting Right Act, sul diritto al voto, ma non le modalità.
L’ordinanza di Trump mira soprattutto a
regolare il voto per corrispondenza, che è la procedura scelta da un numero crescente
di elettori – anche Repubblicani. Nel voto per corrispondenza l’accertamento del
diritto al voto è successivo allo scrutinio. Che può essere anche posticipato:
18 Stati e Portorico accettano voti postali arrivati dopo l’Election Day, se il
timbro postale è, al più tardi, della giornata elettorale.
L’ordinanza di Trump anticipa una legge
che i Repubblicani in Congresso annunciano da tempo, il SAVE Act, Safeguarding
American Voter Eligibility.
Si stima che il 9 per cento degli
aventi diritto al voto, ossia 21,3 milioni di persone, non ha un documento che
ne comprovi la cittadinanza americana.

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