skip to main |
skip to sidebar
Il mistero della Fiat stellata
Prendere una scatola vuota di diritto
olandese, dal nome beneaugurante, di grandi spazi e molte luci, riempirla di
Fiat-Chrysler e di Peugeot, una trentina di modelli in due, e riduarla al lumicino,
come di diceva una volta, quando l’italiano era toscano? È quello che fa John
Elkann con Stellantis. Una creatura sua, soprattutto, poiché è il titolo con più
peso nella sua finanziaria di famiglia, Exxor. E perché è di maggior peso la
sua quota di Stellantis, tra il 14 e il 15 per cento. Oggetto in Borsa di una
manovra al ribasso che ha dell’inverosimile.
I listini corrono, malgrado tutto, macinando
record di rivalutazioni. Solo Stellantis corre all’indietro. Soprattutto in
queste settimane in cui le vendite sono tornate a marciare, e gli sciocchi
piani “salviamo il pianeta” con le pesanti, voluminose, care, e irriciclabili
auto elettriche vengono bene o male ridimensionati, Stellantis fa il passo del
gambero. Un giorno denaro, poco, e poi due- tre giorni di seguito di vendite, meno 4, meno 5, meno 6 per cento a botta.
Valeva 27 euro, ora è a 5 – e forse vuole
realizzare lo 0,9, il minimo storico del nome, prima che fosse automobilistico.
A che fine? Sapremo un giorno che Exor ha allargato la quota Stellantis, comprando (poco ma solidamente) nei giorni giusti, mentre
alimenta in quelli dispari la paura e la corsa ai realizzi?
Nessun commento:
Posta un commento