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giovedì 25 giugno 2026

Il ritorno delle nazionalizzazioni

“I governi stanno nazionalizzando imprese e risorse private al ritmo più rapido degli ultimi 50 anni. Sulla base delle molteplici ondate di nazionalizzazioni del secolo scorso”. Un cambio di rotta che “modificherà il panorama economico mondiale”.
“Dal 2020, i governi di ogni continente hanno nazionalizzato proprietà detenute dai propri cittadini e da investitori stranieri. Francia e Germania hanno nazionalizzato società di servizi pubblici e compagnie elettriche. La Francia ha posto sotto il controllo statale il più grande cantiere navale d'Europa. Il Regno Unito ha nazionalizzato le ferrovie e l'industria siderurgica”. Anche l'Itala, nel suo piccolo, che non aveva dismesso del tutto la presenza pubblica nell'energia (Enel, Eni); ritorna, suo malgrado, nell'acciaio, con la crisi perpetua di Taranto, dove ha investito una mezza dozzina di miliardi. 
“La Russia ha sequestrato beni per oltre 48 miliardi di dollari tra porti, fabbriche e attività commerciali dal momento dell'invasione dell'Ucraina nel 2022. Gli Stati Uniti hanno acquisito una quota di maggioranza nell'unico produttore nazionale di terre rare del paese . E un numero crescente di paesi si è impossessato di risorse di proprietà straniera come litio, oro, uranio, nichel e persino olio di palma”. Le valutazioni dell’intervento pubblico sono varie, ma comunque sostanziose: "Tra il 2016 e il 2026 sono stati nazionalizzati beni per un valore compreso tra 239 e 544 miliardi di dollari”.
A che fine? Per ammortizzare “l’instabilità geopolitica, le perturbazioni dei mercati delle materie prime”, e per favorire “lo sviluppo delle energie rinnovabili” principalmente. Comunque su un trend di rinazionalizzazioni crescente. Ma non perturbante. Il consenso è ampio che l’ondata di nazionalizzazioni “modificherà ma non rallenterà l’integrazione economica e finanziaria globale. Al contrario, potrebbe migliorare i modelli di lungo periodo degli scambi e degli investimenti internazionali”.
Mulder è storico dell’Europa, professore alla Cornell, collaboratore di “The Nation” e “Foreign Policy”,  autore del bestseller sull’uso delle sanzioni, “L’arma economica. L’ascesa delle sanzioni come strumento della guerra moderna”.
Nicholas Mulder, T
he New Wave of Nationalization, IMF “F&D” giugno 2026, leggibile anche in italiano, La nuova ondata di nazionalizzazioni)

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