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Il ritorno delle nazionalizzazioni
“I governi stanno nazionalizzando imprese e risorse private al ritmo più
rapido degli ultimi 50 anni. Sulla base delle molteplici ondate di
nazionalizzazioni del secolo scorso”. Un cambio di rotta che “modificherà
il panorama economico mondiale”.
“Dal 2020, i governi di ogni continente hanno nazionalizzato
proprietà detenute dai propri cittadini e da investitori stranieri. Francia e
Germania hanno nazionalizzato società di servizi pubblici e compagnie
elettriche. La Francia ha posto sotto il controllo statale il più grande
cantiere navale d'Europa. Il Regno Unito ha nazionalizzato le ferrovie e
l'industria siderurgica”. Anche l'Itala, nel suo piccolo, che non aveva
dismesso del tutto la presenza pubblica nell'energia (Enel, Eni); ritorna, suo
malgrado, nell'acciaio, con la crisi perpetua di Taranto, dove ha investito una mezza dozzina di miliardi.
“La
Russia ha sequestrato beni per oltre 48 miliardi di dollari tra porti,
fabbriche e attività commerciali dal momento dell'invasione dell'Ucraina nel
2022. Gli Stati Uniti hanno acquisito una quota di maggioranza nell'unico
produttore nazionale di terre rare del paese . E un numero crescente di paesi si è impossessato di risorse di
proprietà straniera come litio, oro, uranio, nichel e persino olio di palma”. Le
valutazioni dell’intervento pubblico sono varie, ma comunque sostanziose: "Tra il
2016 e il 2026 sono stati nazionalizzati beni per un valore compreso tra 239 e
544 miliardi di dollari”.
A
che fine? Per ammortizzare “l’instabilità geopolitica, le perturbazioni dei
mercati delle materie prime”, e per favorire “lo sviluppo delle energie
rinnovabili” principalmente. Comunque su un trend di rinazionalizzazioni
crescente. Ma non perturbante. Il consenso è ampio che l’ondata di
nazionalizzazioni “modificherà ma non rallenterà l’integrazione economica e
finanziaria globale. Al contrario, potrebbe migliorare i modelli di lungo
periodo degli scambi e degli investimenti internazionali”.
Mulder
è storico dell’Europa, professore alla Cornell, collaboratore di “The Nation” e
“Foreign Policy”, autore del bestseller sull’uso delle sanzioni, “L’arma economica. L’ascesa
delle sanzioni come strumento della guerra moderna”.
Nicholas
Mulder, The New Wave of Nationalization, IMF “F&D” giugno 2026,
leggibile anche in italiano, La nuova ondata di nazionalizzazioni)
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