“I nostri polli, a corte, hanno sempre due colli. Sono della covata dell’aquila bicipite…. Per la corte doppia, imperiale e regale, ci vogliono polli adeguati. Anche i nostri generali andavano contro Napoleone a due a due….”. Il tono è questo, da farsa - bicipite, cioè ungherese. Attorno a un Liederspiel di Zoltàn Kodaly, 1926, ricavato da un poema comico ungherese, “Az Obstoes” (il congedato) di Janos Garay, primo Ottocento, che l’Orchestra Sinfonica del Terzo Programma Rai eseguiva in prima italiana nel 1955. Gadda, redattore del Terzo Programma, si incaricò del testo italiano - il Liederspiel ha lunghi passaggi recitati e poche musiche. Ci teneva al teatro, anche per ragioni alimentari – il successo era in fieri, col “Pasticciaccio”, ma si manifesterà con corposi diritti un paio d’anni dopo.
Qui si produce in
una burla, che è il suo genere naturale, attorno a uno sbruffone, Háry, il
falso eroe del “Congedato”, che è afrodisiaco, a suo dire naturalmente, per
ogni femmina. Ci sbavano tutte, giovani e non, contadine e principesse, e
soprattutto Maria Luisa, l’imperatrice doppia, di Vienna e di Parigi – è Háry
che ha sconfitto naturalmente Napoleone, “Zufolino”, “il Pancetta”. Con la
vocazione già netta per i gerghi. Qui per le forme toscane, accentuate a ogni
scena e quasi a ogni battuta.
L’aneddoto è
debole – e più a una lettura non avvezza al personaggio, alle sue guasconate.
Si va avanti per allusioni più o meno salaci – poco: le battute più spinte sarebbero state biffate dalla censura (allora preventiva) e non recuperabili, non
esistendo copia di prima della censura. Nell’edizione del Saggiatore la nota ai testi introduttiva di
Claudio Vela spiega le vicende editoriali.
L’edizione del
Saggiatore si vuole anche un punto di riferimento per gli interessi teatrali di
Gadda (siamo nel 1982, gli unici aggiornamenti successivi in tema sono del “The
Edinburgh Journal of Gadda Studies”). A seguire sul radiodramma una sezione
raccoglie le recensioni teatrali di Gadda – alcune da lui già ripubblicate in
“I viaggi la morte” e “Le meraviglie d’Italia”.
Una terza sezione riproduce “Per un barbiere” – il testo de “Il Giorno”
già ripreso in “Verso la Certosa” e “Le meraviglie d’Italia”. Infine anche le
famose “Norme per la redazione di un testo radiofonico”.
Carlo Emilio
Gadda, Un radiodramma per modo di dire, Adelphi, pp. 56, € 6
Il Saggiatore, pp.
XII + 112, pp.vv.

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