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lunedì 14 settembre 2026

Ridere fa bene, anche alle donne

“In passato si pensava che la commedia rappresentasse i difetti della natura umana e la tragedia ritraesse gli uomini più grandi di quanto siano. Per dipingerli come veramente sono, si deve, a quanto pare, trovare una via di mezzo tra le due, e il risultato è o qualcosa di troppo serio per essere comico, o di troppo imperfetto per essere tragico, e questo possiamo chiamarlo umorismo”. Un saggio breve, sull’umorismo, di Virginia Stephen (poi Woolf) nel 1905, pubblicato dal quotidiano “The Guardian”. Acerbo nella costruzione, ma sì, Virginia non ancora Woolf voleva ridere.
Al secondo capoverso c’è più propriamente la futura Woolf: “L’umorismo, come ci è stato detto, è negato alle donne, che possono essere tragiche o comiche, mentre quel particolare amalgama che rende una persona dotata di umorismo è solo appannaggio degli uomini”. Un argomento forse vero (se riferito al riso, non all’umorismo, delle donne, come incapaci di ridere e far ridere) ma datato: quanti trattati ci sono, o personaggi letterari, o proclami, che escludono le donne dal riso, a partire da Aristofane (o non è il cotrario)?
Uno dei primi scritti pubblicati da Virginia, a 23 anni. Con tutte le riserve, è la risata che la giovane scritrice vuole liberare. Seriosa (“i cani, misericordiosamente, non sanno ridere” è l’unica battuta pungente che si consente), con passo da saggista. Ma il proposito dice chiaro, per concludere: “Noi andiamo ai funerali e al capezzale dei malati molto più volentieri che ai matrimoni o alle cerimonie festose, e non siamo capaci di spazzare via dalla nostra mente la convinzione che c’è qualcosa di virtuoso nelle lacrime e che il nero è il colore che più ci si addice. Non c’è niente, in verità, tanto difficile quanto ridere e far ridere, ma non esiste qualità che valga di più. È una lama che recide ciò che è superfluo, riproporziona e restituisce giusta misura e sincerità alle nostre azioni e alla parola scritta e parlata”. Se lo fosse ricordato.
Virginia Woolf,
Il valore della risata, Libreria delle donne, in libera lettura

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