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La Germania cavallo di Troia della Cina nella Ue
La Cina ha fregato la Germania, calcolava
l’altra settimana la “Neue Zürcher Zeitung”, e ora esporta in Europa in quantità
merci propriamemte “tedesche”, come le automobili, a prezzi imbattibli, anche
nel rapporto prezzo\qualità. Il che è vero, ma cn un codicillo: le auto cnesi
si vendono nela Ue a prezzi imbattibili da parte di 27 fabbricanti cinesi (sui trenta
complessivi) in perdita – come estensione della concorrenza fra case automobilistiche
nella Cina.
A lungo la Germania ha operato in Cina da
concorrente imbattibile, fornendo cioè macchine e tecnologie che la Cina non aveva:
autobomoli, macchine utensili, fabbriche e metodi, chimica fine (specialità).
Importando meno di quanto esportava, e merci per lo più a basso valore
aggiunto, per i consumi medio-bassi.
In vent’anni o poco più la prospettiva
si è rovesciata: la Cina, “mezzo teedsca e mezzo napoletana”, si sa, ha imparato
presto e meglio – grazie anche ai cospicui sussidi, va aggiunto, del generoso
partito Comunista Cinese. Con un salto tecnologico e di capitalizzazione
enrome. Uno studio di Porsche Consulting rileva che le case automobilistiche
cinesi hanno superato le tedesche in tecnologia - batterie, veicoli elettrici, guida
autonoma, intelligenza artificiale.
La prospettiva si è rovesciata anche
negli scambi commerciali, per la Cina nei confronti della Germania, così come
nei confronti dell’Europa. E in Europa con effetto “sostiutivo” dei prodtti
tedeschi, anzi proprio nei settori forti dell’industria tedesca: automotive,
meccanica, chimica.
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