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La commedia plautina della remigrazione
Si avanza Vannacci-Jannacci-Fantacci ((Fantozzi?), con piglio cesareo come una macchietta. E se li tira dietro
come formicole, direbbero nella sua Livorno (è spezzino, ma non poteva “nascere”
che a Livorno, al “Vernacoliere”), a muso in giù, finalmente sgravati. Di che?
Del niente. Vannacci è un riempitivo, anche se non si sa di che cosa. Si sa
cioè, ma non è quello che dice: non solo lui ma ognuno dei suoi a vederli un
po’ curvi, si può pensare che abbia bisogno almeno di un\a immigrato\a, e quindi?
Sembra di essere,
potrebbe essere, siamo, in una commedia plautina, degli equivoci – le commedie
vanno per agnizioni (scoperte improvvise) e equivoci. Del generale trombone,
con pennacchio, e dei parà finti-fanti, che esibiscono artigli benché senza
denti, naturalmente furbi, più che cattivi. Il genere “lasciateci divertire”,
male non facciamo – è vero, sono stagionati: hanno pure votato Cicciolina, e
Beppe Grillo (qui con qualche danno, anzi grosso, 260 miliardi, di euro). “Gli
sconfitti ma non vnti” di padre Bianchi, quindi di radicale, estrema, sinistra
– “Ai tanti che si credono sconfitti in questa umanità di oggi mai d ire: «Siete fuori». Sotto la cenere la
brace riprenderà ancora”, f.to Enzo Bianchi. Vannacci dunque o della
sopravvivenza – “e lasciateci divertire”.
In Fancia, al tempo di Le Pen
padre, quindi ancora non molti anni fa, una decina, i delitti alla persona, contro stranieri
africani, erano uno, anche due al giorno, con assassinii anche mirati,
organizzati. In Italia no, sono stati
contro gli immigrati quelli che ne hanno personalmente bisogno (e cura), compresi i partiti,
come la Lega e ora Vannacci, che li vogliono coniugi (rispettati), addetti stampa, consiglieri comunali, onorevoli,
e perfino ministri.
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