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L'Europa dei cattivi corrispondenti
Si legge sul
giornale, nel caso “la Repubblica”, di “obiezioni” e “osservazioni” Ue al
bilancio italiano. Che non ci sono state – c’è un documento generico sulle
politiche di bilancio dei Paesi europei, con le solite raccomandazioni di rito.
L’articolo, non volendosi masochisticamente limitare al titolo, è una
“curvatura” dell’insieme delle solite frasette prudenziali di Bruxelles.
La cattiva
immagine della Ue nell’europeista Italia non sarà opera dei corrispondenti?
Annoiati nella noiosa Bruxelles e in corsa, anche loro, per un giornalismo
“scandalistico”? Perché altrimenti si fa scandalo dello 0,1 di sforamento del
disavanzo al 3 per cento concordato o concesso da e con Bruxelles? Mentre non
si dice niente della Francia, che sfiora comodamente del 4 e del 5 per cento i
limiti Ue al bilancio. O della Spagna, pe esempio, che il bilancio non lo fa
neppure, da alcuni ani.
Strana figura quella
del corrispondente da Bruxelles. Impelagato in burocratiche commissioni, assemblee e portavoce, mentre ambiva a Parigi
o New York, invece che a Bruxelles. Eppure vi si mangia bene.
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