Cerca nel blog

venerdì 10 luglio 2026

Lo scempio ambientalista

Si premia alla pineta di Arenzano a Genova, luogo eponimo delle “case di vacanza”, ora seconde case, opera dei maggiori architetti del Novecento, Gardella, Zanuso, Magistretti, Ponti, Caccia Dominioni, il volume curato sei anni fa, ricco di oltre 300 immagini, di schizzi, disegni, piante, strutture, ambienti, arredi, della grande macchia mediterranea alla falde delle Apuane, sotto Massa, di Ronchi e Poveromo. che ebbe nella prima metà del Novecento un progeto di riutilizzo residenziale sparso.
Una strana efflorescenza fuori luogo e fuori stagione, di bellezza artistica e naturale, in luoghi da oltre mezzo secolo abbandonati all’incuria, per una legge regionale mal congegnata anti-antropizzazione. Che ha abbandonato vastissime aree della macchia, già lottizzate, all’incuria e ai topi. Si sfoglia il volume con meraviglia abitando quei luoghi. Pagina dopo pagina ritrovando tesori,  che nella realtà quotidiana si vivono come relitti. Tristi anche quando sono curati – raramente: non molti lo sono, molte “famiglie” avendo abbandonato la macchia, all’incuria o a compratori che non sanno che farsene, se non per riciclaggio (i subentranti, pochi, sono ucraini, russi, eccetera, di cui poco o nulla si sa).
Architetture e società è il sottotitolo che Nocchi e Nicoli avevano dato alla loro ricerca, Ma la società non c’è più, e le architetture sembrano moncherini, di un corpo poco salubre: indistruttibili ma infelici. Nocchi e Nicoli hanno fatto in tempo, impiantando la loro ricerca una decina di anni fa,  di consultare archivi familiari e condividere memorie di prima mano. Ora, sotto l’ombrello munifico della transizione verde, il nuovo polmone del vecchio “sottogoverno”, si propone di fare di Ronchi e Poveromo un “Parco”. Dopo avere costruito e abbandonato nei decenni, sempre per  le briciole del “sottogoverno”,  le isole Wwf, i parchi a tema, i parchi giochi. Giusto per qualche “posto”, a spese del Comune o della Regione, Magari eleggendo la (ex) scuoletta elementare del Poveromo a Casa del Parco – -etto e -ino, il poverismo è sempre d’obbligo in Toscana. Mentre il “parco” si è nel frattempo popolato, negli anni 1970-1980, al coperto dell’anti-antropizzazione, dell’ “abusivismo di necessità”, con case e casette costruite in ogni angolo, anche a sghembo sulla strada, senza progettazione e ambientazione. E successivamente di mini-residenze (villette, condivisioni, rsa…) della piccola speculazione – di piccoli immobiliaristi locali più che di imprenditori. Scomparsi i Mastrocinque, i Crepax, i Pratt, i Triulzio, la memoria di Longhi e Anna Banti - resistono, ma senza praticare più i luoghi, di nessun fascino, la tribù dei Carandini e le nipoti di Savinio.
Con una presentazione di Silvia Carandini, una delle vecchie “famiglie” - nostalgia. Testi in italiano e in inglese.
Massimilano Nocchi-Silvia Nicoli, Le ville di Ronchi e Poveromo. Architetture e società 1900-1970
, Pacini, pp. 336, ill.mo € 38
 

Nessun commento: