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Esercitazioni in bello stile sull'11 settembre
C’è tutto, nei due
fascicoli con cui il “Corriere della sera” ha voluto ricordare come già 25 anni
fa era ridiventato il primo e più ambito giornale italiano, con le migliori firme.
C’è l’eco dell’11 settembre, dei cui 25 anni la ripubblicazione di Fallaci e
Terzani avrebbe dovuto essere testimonianza. In parte. Soprattutto ci sono due
Grandi Giornalisti in cattedra, entrambi fiorentini, entrambi quindi non c’è
altri che me. E scrittori, più o meno di lettura gradevole. Ma su un evento tanto
“storico” quanto inspiegato, di cui non si occupano di dirci nulla.
Inspiegato d’altronde,
sia detto tra le celebrazioni, l’11 settembre resta tuttora. Non si è fatto un
processo, non lo si chiede nemmeno. Anche se non fu opera di un gruppuscolo, di
fanatici. Non ci si impossessa in volo di quattro aerei di linea e si portano i
macchinoni su un punto preciso, un obiettivo piccolo, tutti “sensibili”, in
ambiente affollato, senza un addestramento di molte ore e molti mezzi. Uno dei
quattro, quello che doveva distruggere la Casa Bianca, non ce l’a fatta solo
per un difetto di sincronizzazioe, un errore nel timing.
Il primo fascicolo ripropone la sfuriata famosa di Fallaci contro islam e mussulmani, "La rabbia e l'orgoglio", e di Terzani dieci giorni dopo l'invito alla misericordia, "San Francesco e il Sultano" - o meglio alla tolleranza, il titolo esatto è "Il Sultano e San Francesco". Il secondo contiene quattro corrispondenze di Terzani dall'Afghanistan bombardato e poi invaso, e un'altra perorazione anti-mussulmana di Fallaci qualche anno dopo, 2005 "Il nemico che trattiamo da amico".
Terzani fa ancora il giornalista. Sul Pakistan tutto schierato con gli Usa (faciliterà l'eliminazione di Bin Laden - invece della cattura), ma "nel fondo estremamente ambiguo". O raffrontando l'albagia delle parrocchie di Firenze, dove si trovava casualmente, la domenica dopo l'11 settembre con le moschee, che "ogni venerdì tuonato, a volte delirando, ma con ciò legano i fedeli" - senza fare la tara del fanatismo. Mentre degli Usa descrive l'ospedale afghano, povero, bombardato per "un errore del computer". E si chiede, 2001, venticinque anni prima della guerra all'Iran: "Vogliamo anche noi partecipare alle uccisioni di stile israeliano di tutti quelli che la Cia deciderà?"
La cosa migliore dei fascicoli sono le due paginette introduttive di Ferruccio de Bortoli, direttore del quotidiano all'epoca, che vi tratteggia i caratteri e le bozze delle due Grandi Firme.
Oriana Fallaci-Tiziano Terzani, Il confronto, "Corriere della sera", pp. 61 + pp. 62, gratuiti col quotidiano
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