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martedì 30 giugno 2026

A Sud del Sud - il Sud visto da sotto (637)

Giuseppe Leuzzi

“A Mosca, per principio e da secoli, nessuno dice mai nulla”, Giuliano da Empoli, “Il mago del Cremlino, p, 13. Omertà? “Nessuno sa nulla in Russia”, da Empoli insiste qualche pagina dopo. Poi si fa raccontare tutto per 300 pagine, da un moscovita “tipico”. Omertoso è l’avversario, quando è in mano nostra.
 
Domenico “Mimmo” Berardi, il calciatore, fa la cronaca sulla “Nazione” per essersi fermato, a Forte dei Marmi dove villeggia con la famiglia, a soccorrere, sotto la calura, un rider caduto con la bici e un po malandato. È però vero che altri non si sono fermati, malgrado le insistenze di Berardi per chiamare l’ambulanza. La differenza è che Berardi è meridionale (è calabrese) e non padano, benché giochi nel Sassuolo, e trova quindi naturale fermarsi a prestare soccorso?
 
Del “rispetto” il maestro Muti ricorda della madre, che da napoletana trapiantata in Puglia lo pretendeva con la “sc” – riscpetto. Usa ancora, e non soltanto a Napoli, un po’ in tutto il Sud: c’è la funzione, il ruolo, la personalità, per quanto minima, “di riscpetto”.
 
Tanti calciatori della Fiorentina con mercato questa estate hanno preferito restare a Firenze. Non per la città, che non ama più la sua squadra – complice anche la ristrutturazione dell’“Artemio Franchi”, lo stadio, interminabile con la scusa che è “storico”. Per la proprietà, l’imprenditore calabro americano Rocco Commisso, i suoi eredi, la moglie e i figli. Avendo questa proprietà speso moltisismo per il club - oggi mantiene una rosa di ben 49 calciatori, tra cui sette portieri...., non lascia fuori nessuno..
La città è invece rimasta con i Della Valle, che gestivano la Fiorentina (al risparmio) per promuovere un gigantesco progetto immobiliare, attorno a  uno stadio nuovo. Tramontato il quale si sono defilati.  Decisamente l’Italia è duplice, se non multipla.
 
“Il Ponte sullo Stretto? Fondamentale, come le Piramidi”: non ha dubbi l’egittologo principe del Cairo Zahi Hawass, invitato a Taormina. In effetti. Solo che gli Egizi erano gente seria, non davano gli appalti per interminabili rinegoziazioni a ogni pietra (per “lavorare” con lo Stato).
Anche gli egiziani moderni, mollaccioni per gli altri arabi, volevano Assuan e l’hanno fatta, trasferendo mezzo mondo. Ci vuole poco, in effetti: uno Stato. Le Piramidi furono “fatte”, non rinviate, in 28 anni, per il Ponte siamo già a una quindicina, di chiacchiere, pagate – è il “progetto”.
 
Il Bar del Sud
Il “Sud” dava fastidio al giovane Flaiano recensore a proposito di un film franxese, di CharlesVanel, 1939, intitolato proprio “Il Bar del Sud”. Perché riempito di paccottiglie. Che trova assommate nelle “corrispondenze” di un certo Solino, “Cose del mondo”: “Oltre ad abbozzare un grazioso studio psicologico sulla natura degli elefantui, descrisse tali meraviglie di draghi, fontane sonore, fuochi, basilichi e ciclopi da impensierire chiunque”. In aggiunta alla favolistica da “Mille e una notte”, tra “beduini e baiadere”. Senza farsi mancare, beninteso, qualche “verità darwiniana” - “i pigmei «ghiottissimi di sale» e gli uomini scimmia”. Nonché “il «romanzo verista coloniale», con gli inevitabili “sviluppi del «mal d’Africa»”, i “torbidi «insabbiamenti»”, “le lotte tra istinto e coscienza, problemi morali e sessuali di terza classe”.
Sud, basta la parola.
Il fim in questione, peraltro, non poteva non irritare Flaiano, che pure era andato a  vederlo sicuro di di “una full immersion nella paccottiglia africana”, a quello che se ne può vedere (poco e male) su youtube. Il colonialismo era stupido. E il leghismo?
 
Parlate, parlate, l’amico vi ascolta
Uno si ritrova a tifare per il Ponte, che non interessa a nessuno, pare impossbile in un Paese corrotto come l’Itaia, e che deturperà la Costa Viola, che non ha nulla da invidiare alle celebrate Cinque Terre, solo per leggere su “la Repubblica”, giornale all’orecchio delle Procure, lo squallore delle accuse-non-accuse su courtier di varia natura che girano attorno al Ponte, a proposito del parere negativo che la Corte dei Conti, sommo tribunale, si apprestava a dare sul progetto del Ponte: 

https://roma.repubblica.it/cronaca/2026/06/25/news/ponte_stretto_inchiesta_salvini_intercettazione_ciucci_totocalcio-425434300/

Un fatto di malaffare. Che i giudici cioè agiscano di concerto, quelli di una certa parte politica, contabili e penali, non nel merito della questione che giudicano, ma sulla loro “obbedienza”. Registrando e divulgando le conversazioni degli avversari politici. Un verminaio - . un trojajo.

La cronaca i cronisti plurimi che il quotidiano ha fiondato sullo “scandalo” concludono, senza ironia?, con l’intercettazione principe dello “scandalo”, lo scambio cui alcuni dei malviventi del Procuratore Lo Voi si lasciano andare a proposito di un intervento di Salvini ministro all’“evento” romano “Un Ponte per crescere”: “Penso che alla fine verrà”, dice uno, “perché è importante. Mi ha scritto comunque. Ha detto: «Se i magistrati vogliono la guerra, guerra sia. La Corte dei Conti”, prosegue l’intercettato ora perseguitato da Lo Voi, “vuol far pagare al governo la riforma che si sta facendo della Corte dei conti, che limiterà moltissimo i poteri della Corte. Questa è la risposta”. Cioè il parere negativo del giorno prima sul progetto del Ponte.
Un “pezzo” che non si sa a carico di chi, se degli amici di Salvini, di cui Lo Voi chiede la condanna, oppure non della Corte dei Conti, che boccia il Ponte il giorno prima dell’“evento” che lo celebra, o della Sicilia sbarcata a Roma, da Pignatone a Lo Voi tramando trame.
Pignatone, Lo Voi, la vecchia Dc, sempre al comando, ora al coperto del Pd. Vecchia Sicilia invereconda. Con “la Repubbica”, il giornale ex di Scalfari, ridotto a depositorio degli angiporti, del fiato caldo, dell’aria viziata delle Procure. A fini politici che poi sono di carriera assicurata: laticlavi, avanzamenti, vitalizi (al livello del presidente della Repubblica, 240 mla euro). E di pettegolezzo – il famoso gossip che ha preso il posto del giornalismo. 
 
Il Regno delle scommesse
Il gioco d’azzardo è una piaga, il gioco d’azzardo online è una piaga soprattutto al Sud. “Il libro nero dell’azzardo”, la rilevazione (quasi) anuale che Federconsumatori e Cgil Modena fanno ogni anno dell’“investimento” nell’azzardo dà al Sud un primato imbattibile.
Campania, Sicilia e Calabria capeggiano la classifica regionale. Con puntate complessive, online e fisiche, di 14 miliardi in Campania, come in Lombardia (popolazione e reddito doppi), di 11,8 in Sicilia, di 4,6 miliardi in Calabria. Su un totale scommesse Italia di 100 miliardi, il Sud e le isole, un terzo della popolazione, ne hano puntati 46.
Napoli e provincia (la “città metropolitana” di Napoli) è la capitale indiscussa dell’azzardo, con 11,65 miliardi – Roma la supera,12,8 miliardi, ma con una popolazione, di residenti e non, quasi doppia. Milano la ricca, con residenti quasi uguali, segue a distanza di un paio di miliardi, ne ha spesi 9,4.
Palermo, Salerno e Caserta esibiscono “dati annuali”, dicono gli estensori del rapporto, eccessivi: Palermo ha “investito” 4 miliardi e mezzo, Salerno 4,2, Caserta 3,8.
In termini regionali, “nel solo online, ogni residente in Campania, neonati compresi, ha «investito» 2.527 euro, in Sicilia 2.472 euro, in Calabria 2.436, in Molise 2.288. “L’ultima delle province per abitanti”, Isernia, è “la prima per quanto giocato nell’online, nella fascia d’età 18-74anni”: 4.074 euro – “quasi quattro volte le province venete di Vcenza, Belluno e Rovigo”. Subito dopo, “poco sotto i 4.000, le province siciliane di Messina, Siracusa e Palermo. Nei primi dieci seguono Caserta, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Salerno, Napoli e Catania”.
Passando dalle province ai capoluoghi la classifica è sempre la stessa: primo il comune di Isernia, con 6.307 euro pro capite in età maggiorenne. Seguito dai comuni di Messina, Siracusa, Crotone, Reggio Calabria,Vibo Valentia e Catania, tutti al di sopra dei 4.000 euro pro capite.
C’è tanto risparmio, dunque, al Sud? E tutto va nelle scommesse? Come una voglia di distruzione -cupio dissolvi. Ognuno è causa del suo male? Non se ne può essere certi. Però.
Un risparmio di 4-5 mila euro l’anno, in una famiglie di due-tre adulti, farebbe un cospicuo capitale. Si vuole del Sud che sia risparmioso e applicato (testardo, cocciuto). È invece volage – noncurante e sprecone. 


leuzzi@antiit.eu


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