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A Sud del Sud - il Sud visto da sotto (637)
Giuseppe Leuzzi
“A Mosca, per principio e da secoli, nessuno dice mai
nulla”, Giuliano da Empoli, “Il mago del Cremlino, p, 13. Omertà? “Nessuno sa nulla
in Russia”, da Empoli insiste qualche pagina dopo. Poi si fa raccontare tutto
per 300 pagine, da un moscovita “tipico”. Omertoso è l’avversario, quando è in
mano nostra.
Domenico “Mimmo” Berardi, il
calciatore, fa la cronaca sulla “Nazione” per essersi fermato, a Forte dei
Marmi dove villeggia con la famiglia, a soccorrere, sotto la calura, un rider caduto con la bici e un po
malandato. È però vero che altri non si sono fermati, malgrado le insistenze di
Berardi per chiamare l’ambulanza. La differenza è che Berardi è meridionale (è
calabrese) e non padano, benché giochi nel Sassuolo, e trova quindi naturale fermarsi
a prestare soccorso?
Del “rispetto” il maestro Muti
ricorda della madre, che da napoletana trapiantata in Puglia lo pretendeva con
la “sc” – riscpetto. Usa ancora, e
non soltanto a Napoli, un po’ in tutto il Sud: c’è la funzione, il ruolo, la
personalità, per quanto minima, “di riscpetto”.
Tanti calciatori della
Fiorentina con mercato questa estate hanno preferito restare a Firenze. Non per
la città, che non ama più la sua squadra – complice anche la ristrutturazione
dell’“Artemio Franchi”, lo stadio, interminabile con la scusa che è “storico”.
Per la proprietà, l’imprenditore calabro americano Rocco Commisso, i suoi
eredi, la moglie e i figli. Avendo questa proprietà speso moltisismo per il
club - oggi mantiene una rosa di ben 49 calciatori, tra cui sette portieri...., non lascia fuori nessuno..
La città è invece rimasta
con i Della Valle, che gestivano la Fiorentina (al risparmio) per promuovere un
gigantesco progetto immobiliare, attorno a uno stadio nuovo. Tramontato il
quale si sono defilati. Decisamente l’Italia è duplice, se
non multipla.
“Il Ponte sullo Stretto?
Fondamentale, come le Piramidi”: non ha dubbi l’egittologo principe del Cairo
Zahi Hawass, invitato a Taormina. In effetti. Solo che gli Egizi erano gente
seria, non davano gli appalti per interminabili rinegoziazioni a ogni pietra
(per “lavorare” con lo Stato).
Anche gli egiziani moderni,
mollaccioni per gli altri arabi, volevano Assuan e l’hanno fatta, trasferendo
mezzo mondo. Ci vuole poco, in effetti: uno Stato. Le Piramidi furono “fatte”,
non rinviate, in 28 anni, per il Ponte siamo già a una quindicina, di chiacchiere,
pagate – è il “progetto”.
Il Bar del Sud
Il “Sud” dava fastidio al
giovane Flaiano recensore a proposito di un film franxese, di CharlesVanel, 1939,
intitolato proprio “Il Bar del Sud”. Perché riempito di paccottiglie. Che trova
assommate nelle “corrispondenze” di un certo Solino, “Cose del mondo”: “Oltre
ad abbozzare un grazioso studio psicologico sulla natura degli elefantui,
descrisse tali meraviglie di draghi, fontane sonore, fuochi, basilichi e ciclopi
da impensierire chiunque”. In aggiunta alla favolistica da “Mille e una notte”,
tra “beduini e baiadere”. Senza farsi mancare, beninteso, qualche “verità
darwiniana” - “i pigmei «ghiottissimi di sale» e gli uomini scimmia”. Nonché “il
«romanzo verista coloniale», con gli inevitabili “sviluppi del «mal d’Africa»”,
i “torbidi «insabbiamenti»”, “le lotte tra istinto e coscienza, problemi morali
e sessuali di terza classe”.
Sud, basta la parola.
Il fim in questione, peraltro,
non poteva non irritare Flaiano, che pure era andato a vederlo sicuro di di “una full immersion nella paccottiglia
africana”, a quello che se ne può vedere (poco e male) su youtube. Il
colonialismo era stupido. E il leghismo?
Parlate, parlate, l’amico vi ascolta
Uno si ritrova a tifare per
il Ponte, che non interessa a nessuno, pare impossbile in un Paese corrotto come
l’Itaia, e che deturperà la Costa Viola, che non ha nulla da invidiare alle celebrate
Cinque Terre, solo per leggere su “la Repubblica”, giornale all’orecchio delle Procure,
lo squallore delle accuse-non-accuse su courtier
di varia natura che girano attorno al Ponte, a proposito del parere negativo
che la Corte dei Conti, sommo tribunale, si apprestava a dare sul progetto del
Ponte:
https://roma.repubblica.it/cronaca/2026/06/25/news/ponte_stretto_inchiesta_salvini_intercettazione_ciucci_totocalcio-425434300/
Un fatto di malaffare. Che i
giudici cioè agiscano di concerto, quelli di una certa parte politica,
contabili e penali, non nel merito della questione che giudicano, ma sulla loro
“obbedienza”. Registrando e divulgando le conversazioni degli avversari
politici. Un verminaio - . un trojajo.
La cronaca i cronisti
plurimi che il quotidiano ha fiondato sullo “scandalo” concludono, senza ironia?,
con l’intercettazione principe dello “scandalo”, lo scambio cui alcuni dei malviventi
del Procuratore Lo Voi si lasciano andare a proposito di un intervento di
Salvini ministro all’“evento” romano “Un Ponte per crescere”: “Penso che alla
fine verrà”, dice uno, “perché è importante. Mi ha scritto comunque. Ha detto:
«Se i magistrati vogliono la guerra, guerra sia. La Corte dei Conti”, prosegue
l’intercettato ora perseguitato da Lo Voi, “vuol far pagare al governo la
riforma che si sta facendo della Corte dei conti, che limiterà moltissimo i
poteri della Corte. Questa è la risposta”. Cioè il parere negativo del giorno
prima sul progetto del Ponte.
Un “pezzo” che non si sa a carico
di chi, se degli amici di Salvini, di cui Lo Voi chiede la condanna, oppure non
della Corte dei Conti, che boccia il Ponte il giorno prima dell’“evento” che lo
celebra, o della Sicilia sbarcata a Roma, da Pignatone a Lo Voi tramando trame.
Pignatone, Lo Voi, la vecchia
Dc, sempre al comando, ora al coperto del Pd. Vecchia Sicilia invereconda. Con “la Repubbica”, il giornale
ex di Scalfari, ridotto a depositorio degli angiporti, del fiato caldo, dell’aria
viziata delle Procure. A fini politici che poi sono di carriera assicurata: laticlavi,
avanzamenti, vitalizi (al livello del presidente della Repubblica, 240 mla
euro). E di pettegolezzo – il famoso gossip
che ha preso il posto del giornalismo.
Il Regno delle scommesse
Il gioco d’azzardo è una
piaga, il gioco d’azzardo online è una piaga soprattutto al Sud. “Il libro nero
dell’azzardo”, la rilevazione (quasi) anuale che Federconsumatori e Cgil Modena
fanno ogni anno dell’“investimento” nell’azzardo dà al Sud un primato
imbattibile.
Campania, Sicilia e Calabria
capeggiano la classifica regionale. Con puntate complessive, online e fisiche,
di 14 miliardi in Campania, come in Lombardia (popolazione e reddito doppi), di 11,8 in Sicilia, di 4,6 miliardi in Calabria. Su un totale scommesse Italia di 100 miliardi, il Sud e le isole, un terzo della popolazione, ne hano puntati 46.
Napoli e provincia (la
“città metropolitana” di Napoli) è la capitale indiscussa dell’azzardo, con
11,65 miliardi – Roma la supera,12,8 miliardi, ma con una popolazione, di
residenti e non, quasi doppia. Milano la ricca, con residenti quasi uguali,
segue a distanza di un paio di miliardi, ne ha spesi 9,4.
Palermo, Salerno e Caserta
esibiscono “dati annuali”, dicono gli estensori del rapporto, eccessivi: Palermo
ha “investito” 4 miliardi e mezzo, Salerno 4,2, Caserta 3,8.
In termini regionali, “nel
solo online, ogni residente in Campania, neonati compresi, ha «investito» 2.527
euro, in Sicilia 2.472 euro, in Calabria 2.436, in Molise 2.288. “L’ultima delle
province per abitanti”, Isernia, è “la prima
per quanto giocato nell’online, nella fascia d’età 18-74anni”: 4.074 euro –
“quasi quattro volte le province venete di Vcenza, Belluno e Rovigo”. Subito
dopo, “poco sotto i 4.000, le province siciliane di Messina, Siracusa e
Palermo. Nei primi dieci seguono Caserta, Reggio Calabria, Vibo Valentia,
Salerno, Napoli e Catania”.
Passando dalle
province ai capoluoghi la classifica è sempre la stessa: primo il comune di Isernia,
con 6.307 euro pro capite in età maggiorenne. Seguito dai comuni di Messina, Siracusa,
Crotone, Reggio Calabria,Vibo Valentia e Catania, tutti al di sopra dei 4.000
euro pro capite.
C’è tanto risparmio, dunque,
al Sud? E tutto va nelle scommesse? Come una voglia di distruzione -cupio dissolvi. Ognuno è causa del suo male? Non se ne può essere certi. Però.
Un risparmio di 4-5 mila euro
l’anno, in una famiglie di due-tre adulti, farebbe un cospicuo capitale. Si
vuole del Sud che sia risparmioso e applicato (testardo, cocciuto). È invece volage – noncurante e sprecone.
leuzzi@antiit.eu
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