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giovedì 2 luglio 2026

L'Africa prolifica, in fuga da se stessa

Il Paese col più grave problema immigrati è il Sudafrica. Che non è ricco e ha molti disoccupati – ha un reddito pro capite relativamente alto per l’Africa, 7.500 dollari, ma con una distribuzione molto sperequata e grande disoccupazione urbana. Ha del resto una popolazione ragguardevole, 65 milioni, e un confine terrestre di poco meno di 5 mila km – molto più lungo di quello Usa-Messico, poco più di 3 mila km.  
In Africa figura un reddito medio di 2 mila dollari. Ma medio per modo di dire: si va dai 27 mila di Mauritius ai meno di mille dell’ex Zaire o Congo-Kinshasa, ora Repubblica Democratica del Congo - cui fa capo la ricca provincia mineraria del Katanga.
Il Sudafrica figura un eden per il resto dell’Africa, dalla zona temperata fino all’equatore e oltre. Gli immigrati arrivano in Sudafrica dal Mozambico, dall’Angola, dallo Zimbabwe – un tempo, quando era la Rhodesia, un Paese quasi ricco, ridotto in miseria dopo l’indipendenza.   
L’Africa migrante in Africa è un non tema. Pur essendo anche, oltre che povero, il continente a un tasso esplosivo di fecondità, 4,3 figli per donna in età fertile. Con una popolazione di un miliardo e mezzo, che era poco più della metà nel 2000, poco più di 830 milioni. Con un’età mediana di meno di vent’anni, 19,5.
Un continente quindi “condannato” all’emigrazione. Che però non interessa nessuno, né i letterati né i politici: un grande continente che sta sempre lì a “scandalizzare” già da qualche secolo, dalla tratta e poi dalle colonie.

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