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lunedì 29 giugno 2026

Morire per vivere - miracolo

Una storia politica. Ci sono in ballo le presidenziali 2027, numero primo: buon segno, cattivo (20 e 7 “due multipli evidenti”, 2027 no)? Il ministro delle Finanze di cui il protagonista è collaboratore è bravissimo e integerrimo – per risparmiare tempo e denaro delo Stato usa l’allloggio di servizio al ministero e si nutre di pizzette.
Una storia familiare – caso eccezionale, perfino commovente. Un ritrovamento fra tre fratelli, due maschi e una femmina, col padre colpito da ictus, ma ancora capace di dire sì e no sbattando oppure no le palpebre. Ma le morti incombono, sepure come segni di vita.
Una storia di sesso, riscoperto nella fase finale della vita del protagonista – più stoie di sesso, per la verità, ma questa proprio spinta.
Una storia di malattie, l’imprevisto irrimediabile (e non) nella vita di ognuno. Per un cancro, all’ultimo, incurabile.

Houellebecq è al solito, compiaciuto provocatore. “Marine” (LePen) è in agguato – da lepenista naturalmente critico. Sempre anti-islamico. Contro GPA e PMA - il fratello giovane della ricomposta famiglia è vittima di una moglie segapalle, una che è andata a comprarsi un figlio  in America, da una banca del seme in un utero in affitto, un ragazzone moro cresciuto isolato. 
Si annuncia come un thriller: una serie di minacce online di un gruppo forse terroristico, o forse ricattatore – o forse l’uno e l’altro, ipotesi houellebecqiana tipica - che mette in moto i servizi segteti. Ai quali apparteneva il padre ora ammutolito, e in questa sua funzione di spia (nel caso più intelligente) riconosciuto e ammirato dai figli. Ma la cosa non funziona: parte minacciosissima, con la ghigliottina sul capo dell’onesto ministro, e poi si perde a metà volume.

Una lettura a volte travolgente. Accattivante senza essere paracula (pubblicato lo stesso giorno di  tre anni fa in più lingue per sfruttare l’effetto novità, ma il romanzone qualcosa vale). P.es. sulla famiglia ritrovata. Sulla sorella che è tutti quanti. E per di più buona cattolica. O sulla politica “buona”: onesta, fattiva. Se non che, qua e là, l’artiglio “provocatorio” è irresistibile per Houellebecq. E per i suoi redattori evidentemente: basterebbe poco per eliminare le devianze incongruenti, i ghigni senza più, senza senso.
Oppure è il contrario? I best-seller in Francia devono contenere “sesso esplicito”, pornografia. Nel caso di Houellwbecq come provocazione, ghignante, sardonico. In quello di Carrère chiaramente aggiunto, sovrapposto – imposto probabimente, una scena o due. Ha cominciato Annie Ernaux, con i suoi amanti russi, con naturalezza, con grazia, esplicita senza essere “spinta”. Ha avuto il suceceso che ha avuto e gli altri Grandi Scrittori Francesi devono adeguarsi? Non si trova altra ragione per tanta, evidente, incongruenza.
Michel Houellebecq, Annientare
, La Nave di Teseo, pp. 752 €23

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