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Morire per vivere - miracolo
Una storia
politica. Ci sono in ballo le presidenziali 2027, numero primo: buon segno,
cattivo (20 e 7 “due multipli evidenti”, 2027 no)? Il ministro delle Finanze di
cui il protagonista è collaboratore è bravissimo e integerrimo – per risparmiare
tempo e denaro delo Stato usa l’allloggio di servizio al ministero e si nutre
di pizzette.
Una
storia familiare – caso eccezionale, perfino commovente. Un ritrovamento fra
tre fratelli, due maschi e una femmina, col padre colpito da ictus, ma ancora
capace di dire sì e no sbattando oppure no le palpebre. Ma le morti incombono,
sepure come segni di vita.
Una
storia di sesso, riscoperto nella fase finale della vita del protagonista – più
stoie di sesso, per la verità, ma questa proprio spinta.
Una storia di malattie,
l’imprevisto irrimediabile (e non) nella vita di ognuno. Per un cancro, all’ultimo,
incurabile.
Houellebecq è al solito,
compiaciuto provocatore. “Marine” (LePen) è in agguato – da lepenista naturalmente
critico. Sempre anti-islamico. Contro GPA e PMA - il fratello giovane della ricomposta
famiglia è vittima di una moglie segapalle, una che è andata a comprarsi un figlio in America, da una banca del seme in un utero
in affitto, un ragazzone moro cresciuto isolato.
Si annuncia come un thriller: una serie di minacce online di un gruppo forse terroristico,
o forse ricattatore – o forse l’uno e l’altro, ipotesi houellebecqiana tipica -
che mette in moto i servizi segteti. Ai quali apparteneva il padre ora
ammutolito, e in questa sua funzione di spia (nel caso più intelligente)
riconosciuto e ammirato dai figli. Ma la cosa non funziona: parte
minacciosissima, con la ghigliottina sul capo dell’onesto ministro, e poi si
perde a metà volume.
Una lettura a volte
travolgente. Accattivante senza essere paracula (pubblicato lo stesso giorno
di tre anni fa in più lingue per
sfruttare l’effetto novità, ma il romanzone qualcosa vale). P.es. sulla
famiglia ritrovata. Sulla sorella che è tutti quanti. E per di più buona
cattolica. O sulla politica “buona”: onesta, fattiva. Se non che, qua e là,
l’artiglio “provocatorio” è irresistibile per Houellebecq. E per i suoi redattori
evidentemente: basterebbe poco per eliminare le devianze incongruenti, i ghigni
senza più, senza senso.
Oppure è il contrario?
I best-seller in Francia devono contenere “sesso esplicito”, pornografia.
Nel caso di Houellwbecq come provocazione, ghignante, sardonico. In quello di
Carrère chiaramente aggiunto, sovrapposto – imposto probabimente, una scena o
due. Ha cominciato Annie Ernaux, con i suoi amanti russi, con naturalezza, con
grazia, esplicita senza essere “spinta”. Ha avuto il suceceso che ha avuto e
gli altri Grandi Scrittori Francesi devono adeguarsi? Non si trova altra ragione
per tanta, evidente, incongruenza.
Michel
Houellebecq, Annientare, La Nave di
Teseo, pp. 752 €23
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