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Ombre - 828
“«Piano Mattei»,
mobilitati 1,2 miliardi. Raddoppiati i Pesei nel perimetro”. Con assicurazioni Sace
(all’export) per 4 miliardi di euro, un effetto leva (moltiplicatore) “con grosse
istituzioni come Banca Mondiale” etc., e partnership
con Paesi importanti, le monarchie del Golfo, il Giappone, la Corea del Sud. Di
questo si legge, uso bollettino, solo sul “Sole 24 Ore”. È tale il provincialismo
dei media,dell’opinione pubblica, che
non si sa nemmeno che l’Italia ha avviato una politica africana della Ue,
niente di meno – in attesa che se ne vari una “mediterranea” (in attesa da mezzo
secolo). Ed è proprio ignoranza (insensibilità), non sinistra-destra. .
È marginale, ma
caratteristico e caratterizzante, il trattamento americano della squadra di
calcio dell’Iran al Mondiale negli Stati Uniti. Una squadra, peraltro non di
trinariciuti, a cui ogni vessazione è stata imposta. Con l’entrata consentita
in territorio americano dal Messico solo per la partita. Dopo un volo magari di 3-4 mila km – non due giorni
prima, non un giorno prima, per una sgambata. Il mondo teme gli Stati Uniti, non
li ama – non si fanno amare.
“Il Csm «salva»
Emilinao”. Ha trovato un trucco per consentire al giudice ex presidente della Regione
Puglia di restare in politica, come consulente, invece di rientrare nei ranghi
come giudice, espulso dalla politica. Per fargli guadagnare di più, di questo
si tratta, 120 mila euro l’anno senza lavorare, e maturare un vitalizio
maggiore fra quattro-cinque anni, quando andrà in pensione. Che notizia è? Lo
squallore totale. Non c’è salvezza nell’apparato giudiziario: un trojajo.
Il Csm si scomoda
per favorire questo signore perché evidentemente lo fa per altri analoghi,
anche se meno pittoreschi dell’incredibile Emiliano.
“Ma gli Stati Uniti
sono ancora uniti?”, s’interroga retoricamente “il Venerdì di Repubblica” in
vista dei 250 anni della costituzione americana. Certo che lo sono: Trump non
può che essere americano. Il repubblicanesimo americano è sempre stato forzuto.
Dal giorno dopo la costituzione. Anche con Obama, il presidente americano forse
più irenico – in Libia e altrove, con le pri mavefe arabe e quelle arancione.
Bollani e Cenni
convocano una conferenza stampa per denunciare la soppressione del loro
spettacolino pre-serale su Rai 3, “Via dei Matti numero zero. Mentre la Rai,
sorpresa?, dice: “Ma come, se stiamo organizzando il loro passaggio in prime time? Col loro agente Ballandi”.
Senza scuse. Del genere: mi si nota di più se….?
La lite provocata
da Trump si estende a Rutte, che sarebbe la Nato. Meloni e Crosetto ce l’hanno
quasi più con Rutte che con Trump. Nell’ipotesi che Rutte, un diplomatico che è
stato anche primo ministro, non un debuttante, abbia parlato su spinta di
Trump, o per ingraziarselo. Ma l’intenzione, palese e indiscutibile, è di dire
che anche la Nato ha fatto la sua parte. E dunque? Perché Meloni&Crosetto sono nervosi?
Il redito
regionale a sostegno di chi perde il lavoro, fiore all’occhiello del governo
regionale toscano, molto propagandato, non trova domande. Solo 60, di cui solo
48 accoglibili, a fronte di una platea potenziale di 11 mila lavoratori, per le
chiusure cinesi e altre. Zero nel grossetano, 2 a testa nelle province di
Arezzo, Pisa, Livorno e Empoli, 4 a Lucca e Prato (dei terribili cinesi), un
po’ di più a Firenze, 17 - ma per il pulviscolo di avviamenti e chiusure
commerciali. C’è qualcosa che non quadra nella disoccupazione.
“Parlava con le piante”,
Isabella Pratesi ricorda del padre Fulco, grande ambientalista: “Scoprì davvero
la paternità con il nostro cane Robin”. È un complimento?
Finalmentegb si è
cvapitp chi èquesyl,,leadcer venito dal nula, mezoa vocato, mezo proessore, che
f
aboicotatavnogni mmento,
“Dieci morti nella
Striscia. Tra le vittime due bambine e un cameraman. Gli studenti sostengono la
maturità dalle tende”. Sembra drammatico – e lo è – ma ne dà conto, in breve,
“Il Sole 24 Ore”.
La pace è stato il
primo messaggio di Leone XIV subito dopo l’elezione. E continua a esserlo, con
continuità e con maggiore decisione: “Basta con le parole di odio, basta con
gli insulti, con il bullismo…. Dobbiamo imparare tutti a essere costruttori di
pace”. Nessun altro parla di pace. Trump, che si voleva Nobel per la pace, ha
fatto almeno due guerre, contro l’Iran – senza effetto, se non le distruzioni.
Si vedeva Trump
chiacchierare in più momenti con Meloni a Évian al G 7, non in posa per il selfie che Meloni avrebbe implorato. L’attacco
di Trump a Meloni è a freddo, e sicuramente è “politico”, non temperamentale.
Trump attacca la leader italiana per
ammonire ogni altro in Europa, grande (Merz, Macron) e piccolo.
Una polemica al
giorno è ora evidente il modus comunicandi di Trump, che ogni mattina
si sveglia con un “messaggio” che catturi i media. Opera necessariamente di un’équipe,
con un programma ben delineato da uno o più coach
politico – una professione ben diffusa, anche in Italia, spesso di donne.
“Corriere della
sera” e “la Repubblica” fanno a gara, con le Grandi Firme, a disegnare scenari,
contorni e contenuti per il Pd, o il Fronte Largo, per vincere le elezioni. Continuando però a perdere copie, cioè consensi. Il fallito
fa la gara?
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