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lunedì 29 giugno 2026

Ombre - 828

“«Piano Mattei», mobilitati 1,2 miliardi. Raddoppiati i Pesei nel perimetro”. Con assicurazioni Sace (all’export) per 4 miliardi di euro, un effetto leva (moltiplicatore) “con grosse istituzioni come Banca Mondiale” etc., e partnership con Paesi importanti, le monarchie del Golfo, il Giappone, la Corea del Sud. Di questo si legge, uso bollettino, solo sul “Sole 24 Ore”. È tale il provincialismo dei media,dell’opinione pubblica, che non si sa nemmeno che l’Italia ha avviato una politica africana della Ue, niente di meno – in attesa che se ne vari una “mediterranea” (in attesa da mezzo secolo). Ed è proprio ignoranza (insensibilità), non sinistra-destra. .
 
È marginale, ma caratteristico e caratterizzante, il trattamento americano della squadra di calcio dell’Iran al Mondiale negli Stati Uniti. Una squadra, peraltro non di trinariciuti, a cui ogni vessazione è stata imposta. Con l’entrata consentita in territorio americano dal Messico solo per la partita. Dopo un  volo magari di 3-4 mila km – non due giorni prima, non un giorno prima, per una sgambata. Il mondo teme gli Stati Uniti, non li ama – non si fanno amare.  
 
“Il Csm «salva» Emilinao”. Ha trovato un trucco per consentire al giudice ex presidente della Regione Puglia di restare in politica, come consulente, invece di rientrare nei ranghi come giudice, espulso dalla politica. Per fargli guadagnare di più, di questo si tratta, 120 mila euro l’anno senza lavorare, e maturare un vitalizio maggiore fra quattro-cinque anni, quando andrà in pensione. Che notizia è? Lo squallore totale. Non c’è salvezza nell’apparato giudiziario: un trojajo.
Il Csm si scomoda per favorire questo signore perché evidentemente lo fa per altri analoghi, anche se meno pittoreschi dell’incredibile Emiliano.
 
“Ma gli Stati Uniti sono ancora uniti?”, s’interroga retoricamente “il Venerdì di Repubblica” in vista dei 250 anni della costituzione americana. Certo che lo sono: Trump non può che essere americano. Il repubblicanesimo americano è sempre stato forzuto. Dal giorno dopo la costituzione. Anche con Obama, il presidente americano forse più irenico – in Libia e altrove, con le pri mavefe arabe e quelle arancione.
 
Bollani e Cenni convocano una conferenza stampa per denunciare la soppressione del loro spettacolino pre-serale su Rai 3, “Via dei Matti numero zero. Mentre la Rai, sorpresa?, dice: “Ma come, se stiamo organizzando il loro passaggio in prime time? Col loro agente Ballandi”. Senza scuse. Del genere: mi si nota di più se….?
 
La lite provocata da Trump si estende a Rutte, che sarebbe la Nato. Meloni e Crosetto ce l’hanno quasi più con Rutte che con Trump. Nell’ipotesi che Rutte, un diplomatico che è stato anche primo ministro, non un debuttante, abbia parlato su spinta di Trump, o per ingraziarselo. Ma l’intenzione, palese e indiscutibile, è di dire che anche la Nato ha fatto la sua parte. E dunque? Perché  Meloni&Crosetto sono nervosi?
 
Il redito regionale a sostegno di chi perde il lavoro, fiore all’occhiello del governo regionale toscano, molto propagandato, non trova domande. Solo 60, di cui solo 48 accoglibili, a fronte di una platea potenziale di 11 mila lavoratori, per le chiusure cinesi e altre. Zero nel grossetano, 2 a testa nelle province di Arezzo, Pisa, Livorno e Empoli, 4 a Lucca e Prato (dei terribili cinesi), un po’ di più a Firenze, 17 - ma per il pulviscolo di avviamenti e chiusure commerciali. C’è qualcosa che non quadra nella disoccupazione.
 
“Parlava con le piante”, Isabella Pratesi ricorda del padre Fulco, grande ambientalista: “Scoprì davvero la paternità con il nostro cane Robin”. È un complimento?
 
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“Dieci morti nella Striscia. Tra le vittime due bambine e un cameraman. Gli studenti sostengono la maturità dalle tende”. Sembra drammatico – e lo è – ma ne dà conto, in breve, “Il Sole 24 Ore”.
 
La pace è stato il primo messaggio di Leone XIV subito dopo l’elezione. E continua a esserlo, con continuità e con maggiore decisione: “Basta con le parole di odio, basta con gli insulti, con il bullismo…. Dobbiamo imparare tutti a essere costruttori di pace”. Nessun altro parla di pace. Trump, che si voleva Nobel per la pace, ha fatto almeno due guerre, contro l’Iran – senza effetto, se non le distruzioni.
 
Si vedeva Trump chiacchierare in più momenti con Meloni a Évian al G 7, non in posa per il selfie che Meloni avrebbe implorato. L’attacco di Trump a Meloni è a freddo, e sicuramente è “politico”, non temperamentale. Trump attacca la leader italiana per ammonire ogni altro in Europa, grande (Merz, Macron) e piccolo.
 
Una polemica al giorno è ora evidente il modus comunicandi di Trump, che ogni mattina si sveglia con un “messaggio” che catturi i media. Opera necessariamente di un’équipe, con un programma ben delineato da uno o più coach politico – una professione ben diffusa, anche in Italia, spesso di donne.
 
“Corriere della sera” e “la Repubblica” fanno a gara, con le Grandi Firme, a disegnare scenari, contorni e contenuti per il Pd, o il Fronte Largo, per vincere le elezioni. Continuando  però a perdere copie, cioè consensi. Il fallito fa la gara?                                                                                                                                                

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