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martedì 28 luglio 2026

Klagenfurt, il corpo nascosto di I. Bachmann

Una biografia indiretta di Ingeborg Bachmann, attraverso un reportage minuzioso della sua città dì origine, Klagenfurt, in Carinzia, in Austria, come era nella sua infanzia e com’è alla sua morte - una città che la scrittrice detestava, Johnson scopre rileggendo le sue lettere (“solo uno straniero” può “sopportare un luogo come Klagenfurt più a lungo di un’ora”). Il luogo che l’ha vista nascere e crescere, Johnson non può che constatare, e dove poi è stata sepolta – non a Roma, dove abitava ed è morta. Il racconto di una visita di quattro giorni, dopo la morte di Ingeborg Bachmann. Johnson, che ne era amico e corrispondente, lo presenta in forma di necrologio, dopo quello breve tenuto all’Accademia delle Arti dell’allora Berlino Ovest il 4 novembre 1973 (Ingeborg era morta il 17 ottobre).
Un racconto in forma di tracce esposte, tutte quelle che ha rilevato nei quattro giorni di visita - “sulle tracce di Ingeborg Bachmann” è il sottotito. Il vagabondaggio per Klagenfurt è un modo di far rivivere sulla pagina l’infanzia e l’adolescenza di Ingeborg: la solitudine, anche in famiglia, il terrore e l’odio per i tedeschi che invadevano e si appropriavano l’Austria, il ribrezzo per gli entusiasmi che li accoglievano, in città e in famiglia e in Paese. Un’esperienza che l’ha traumatizzata nell’età dello sviluppo (Bachmann era del 1926), che Johsonm riesce a ricostruire senza scomdare la storia, come se la vedesse per la città, sulla scorta del detto (comprese le lettere dell’amica) e del non detto ma notorio. Tale da spingerla a cercare rifugio altrove, a Roma da ultimo, ma nella forma dell’esilio – “la cosa peggiore è che io stessa sia colpovole di questa idea fissa, di voler andare a Roma”, scrive all’amico).
Con una nota di Luigi Reitani, che ha voluto e curato l’edizione italiana di questo reportage-celebrazione del 1974 di Uwe Johnson. Di cui mette  in guardia dal gusto per l’innovazione costante, sintattica soprattutto, e anche linguistica. Ma, spiega, qui per una diversa e coinvolgente  “elaborazione del lutto”, quale la lunga passeggiata vuole essere. E con la recensione che a suo tempo ne scrisse  Heinrich Böll, il Nobel tedecso, anch’egli ammirato da questa particolarissima affettuosa biografia, nella forma del ricordo dei luoghi, i tempi, gli ambienti che di Bachmnn sono come il corpo nascosto, “la massa di continuo incandescente”.
Uwe Johnson, Un viaggio a Klagenfurt, L’Orma, pp. 141 € 18

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