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Se l’immigrato è forte di due culture
“Trasformò quel
luogo nel centro di una miriade di esperimenti sociali, culturali e politici,
più numerosi di quanto sia facile descrivere. Insegnò ai nuovi immigrati tra i
quali si era stabilita a distogliere lo sguardo dal degrado in cui vivevano e
lavoravano, e ad apprezzare le conquiste delle loro culture d'origine:
italiana, irlandese, tedesca, greca e polacca. Ma non ignorò le loro condizioni
di vita squallide né la loro povertà materiale; non solo incoraggiò la
filantropia privata per fornire assistenza medica e sostegno ai disoccupati, ma
insegnò ai suoi nuovi amici e vicini come utilizzare il sistema politico, che
sperperava le tasse comunali a favore degli amici dei politici locali, e come
fare in modo che la città facesse qualcosa per loro”.
Il soggetto è Jane
Addams, “quel luogo” è Hull House, oggi museo, una residenza di accoglienza e
reinserimento degli immigrati europei poveri, una delle prime iniziative sociali
in America, aperta da Addams, con l’amica Ellen Gates Starr, nel 1889. La città
è Chicago. Ed era solo un inizio. Da allora la quasi trentenne scrittrice,
attivista, pacifista, femminista Addams farà molto strada, nella vita sociale
dell’America e anche nella politica. Nel 1915 ruppe i rapporti con la maggior
parte dei suoi amici, tra cui, in modo particolarmente aspro, John Dewey, per
opporsi alla Prima Guerra Mondiale e, successivamente, all’ingresso degli Stati
Uniti nel conflitto. Fu una delle fondatrici della Lega Internazionale delle
Donne per la Pace e la Libertà, di cui fu presidente e presidente onoraria dal
1919 fino alla sua morte nel 1935. Nel 1931, fu tra le prime a ricevere il Premio
Nobel per la Pace – lo ricevette “insieme a Nicholas Murray Butler, l’autoritario
rettore della Columbia University che aveva licenziato diversi suoi professori
per la loro opposizione alla Prima Guerra Mondiale”.
“Alla sua morte, Chicago la pianse con straordinaria solennità. Un ex
governatore dell'Illinois dichiarò: "C’è stata una grande donna nel
passato, la Madre di Dio, il cui nome era Maria; e c’è una grande donna nel
presente, la Madre degli uomini, il cui nome è Jane Addams; ed entrambe sono
uniche nella storia”.
Un secolo dopo Jane
Addams tutto va al contrario, e non solo in America? “L'ideale di una cultura
comune è più sfuggente che mai, e l’ideale in cui credeva Addams, di una
società in cui gli immigrati impoveriti possano celebrare sia ciò che hanno
portato con sé sia ciò che i loro ospiti possono offrire, è oggi ampiamente
deriso come antipatriottico”. Sì e no: al contrario, si potrebbe sostenere,
oggi, vent’nni più tardi - ma già vent’anni fa, con la (ri)scoperta delle
“radici”.
Alan Ryan, Founding
Mother, “The New York Review of Books”, 11 maggio 206, online, anche in italiano,
Madre fondatrice)
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