domenica 25 ottobre 2026
Cronache dell’altro mondo – figlicide (435)
Ogni due giorni, in media, un bambino muove per mano della sua propria madre, in America, più che in ogni altro paese di cui si abbia la statistica specifica.
Il futuro di Trump era già passato
In una faniglia dominata da saldi principi liberali
s’infiltra, modesta, un’allieva teorica di uno Stato “spartano”, cioè dominante,
sotto un titolo e una divisa apparentemente democratica, “Change”, cambiamento.
Che presto trova il sostegno di una potente corporation, capace di proiettarne
il pensiero su tutta la nazione, corredandolo di una polizia senza volto. La famiglia
liberale fa perno sulla madre, insegnante alla Georgetown University di Washington,
“la più antica università, cattolica e federale, d’America, 1789”, con un marito
che ha rinunciato alla carriera accademica per tenere unita la famiglia attorno
alla madre, tre figlie, ognuna variamente caratterizzata, e un figlio. Che l’allieva
modesta e (contro)rivoluzionaria della madre ha innamorato. E di cui farà un
sostentore irruento, anche contro i genitori, del nuovo ordine fascista (si
cita anche, di passata, Mussolini). Al punto da farne, oltre che un padre
felice, un sostenitore convinto del nuovo regime, corportatiov e poliziesco, irrispettoso
e perfino ingiurioso dei genitori. La dissoluzione dell’America si riflette nella
dissoluzione della famiglia, con distruzione finale a opera di una polizia in
assetto da guerra, figlio innamorato e ora padre affettuoso compreso, sotto l’occhio
sempre sempre remoto della nuora, la teorica del Nuovo Ordine.
Unfilm politco. Ma coinvolgente più che faticoso.
Per la bravura degli interpreti, con semplicità nel ruolo, specie la madre,
Diane Lane, e compresa la finta ingenua devastatrice, l’inglese Phoebe Dynevor -
alla quale peraltro si richiede una sola espressione, di finta semplice. Per l’abilità
quindi della regia, del polacco Komasa, specialista di film storico-politici. E
questo introduce al mistero che accompagna lo svolgersi della vicenda.
Il film, che inizialmente sembra basarsi sulla psicosi
americana del “complotto”, riflette l’America quale sarà nel 2025, il primo anno
della seconda presidenza Trump. Con lo strapotere delle corporations, l’allusione
qui è a Elon Musk, e con la polizia in assetto bellico e in maschera, la
polizia di frontiera, la famigerata Ice, che Trump ha usato nelle maggiori
città. Ma il film, uscito nell’autunno del 2025, forzosamente è stato concepito
e preparato (sceneggiatura, casting, setting, piani di lavorazione,
etc.) almeno un anno prima. Una profezia che si avvera nel momento in cui diventa
pubblica.
Jan Komasa, Anniversary,
Sky Cinema, Now
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