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Che ce ne facciamo della Russia
L’Europa si arma per fare la guerra
alla Russia, dalla quale si vuole assediata. Non che se veda come.
Perché la Russia fa la guerra all’Ucraina,
si dice, dopo averla fata ai Ceceni,
e ci spia, con gli hacker e con i droni. Ma non è l’Ucraina ad avere cercato la
guerra con i russi, con le finte Meidan antirusse, la Nato in casa, e il sabotaggio
degli accordi di Minsk raggiunti con la Russia dagli europei nel 2015? Mentre i
Ceceni non erano briganti di passo – come hanno mostrato dopo, assoldati dalla
Russia in Ucraina? Mentre in fatto di guerre siamo noi che ne facciamo di continuo,
e senza costrutto: alla Serbia (in favore di un capomafia, Hashem Thaçi), alla
Libia, all’Iraq, all’Afghanistan, alla Siria, e ora all’Iran. E facciamo ammuìna
davanti davanti a Kaliningrad, la vecchia Koenigsberg di Kant all’interno dell’odierna
Lituania, ora possesso russo sul Baltico.
La Russia confina con Finlandia, Estonia,
Lettonia, Lituania, Bielorussia, Ucraina, Georgia, Azerbaigian, e attraverso il
mar Nero con Turchia, Romania, Bulgaria. Vogliamo cingerla d’assedio? Con la cavalleria
polacca? Coi missili Nato – che l’America lesina, e si fa pagar e caro? Con le truppe
d’assalto di Macron? Con le sanzioni no, si sa che sono corruzione organizzata –
fabbrica di royalties per gli “amici degli amici”, i monopolisti delle
famose “triangolazioni”.
La Russia vene da tre secoli, da Pietro
il Grande, di storia europea – con la Germania per le arti pratiche, la Francia
per la lingua, il cerimoniale e la controrivoluzione, l’Italia per le arti. E da
tre secoli di imperialismo all’Est, zarista e bolscevico. In casa dei polacchi,
dei rumeni, dei baltici, degli ucraini e dei georgiani – anche in questo copiando
dall’Europa, Austria-Ungheria e Germania. In tre secoli molti legami s’intrecciano
e sbrogliarli non è facile. Ma è necessario? In genere i popoli si sono giovati
dei dominatori – perfino dell’imperialismo straccione italiano, in pochi anni,
in Libia e in Africa Orientale. Le permalose repubblica sudamericane ora, dopo
due secoli, corrono a frotte verso la Spagna, tanti da rianimarne la demografia
languente. E comunque, è saggio estirpare trecento anni, come già i baltici con
le leggi, e gli Zelensky con le buone e le cattive – e tanto boiardismo, tante
ruberie sulle spoglie del sovietismo.
L’Ucraina non doveva entrare nella Nato,
ai termini delle intese Bush-Gorbaciov del 1990, come assodato dai documenti
americani pubblicati. Poi si è fatto finta di no. A che scopo?
Per perderla? Ora la guerra d’Ucraina è
perduta, e l’hanno pagata, la pagano, la pagheranno gli ucraini – voleva cacciare
i russi dal Donbass, e perderà il Donbass. L’America non l’ha difesa, poco e a
malincuore. L’Europa non ne è capace.
Per dimostrare l’impotenza dell’Europa?
Fatto: la Ue si conferma definitivamente una (piccola) comunità economica. Di grande
storia, ma solo buona per il turismo, distruttivo. Con la Russia sarebbe stata una superpotenza, molto ricca -
di materie prime oltre che d’ingegno, e di capacità difensiva (offensiva) – e rispettata.
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