Cerca nel blog

domenica 6 settembre 2026

Letture - 621

letterautore


Americani
- “Non siamo nati Americani”, intende Sabino Cassese domenica l’altra nel suo commento sul “Corriere della sera”. Deluso fin dal titolo: “America, nostra illusione”. Per cominciare: “Quando e perché l’Europa ha iniziato a coltivare il mito dell’America come maestra di democrazia e guida dell’Occidente”, punto interrogativo. Colpa degli entusiasmi, dice Cassese imperterrito, di Chateaubriand e poi di Tocqueville, che hanno “sottovalutato gi aspetti e i momenti critici della storia americana”. La schiavitù  l’isolazionismo (la Dottrina Monroe).
Una riflessione che il giornale mostra di non condividere – l’illustre giurista ha meno spazio di Danilo Taino. Ma sulla stessa linea proseguiva nello stesso giorno “La Lettura”, con la guerra civie, la caccia ai nativi americani (buona parte dei film western, in effetti), le quattro presidenze di F.D.Roosevelt. O il maccarthismo. Con la proposta di riconoscerci nel titolo di Emilio Cecchi, “fine americanista”, “America amara”, piuttosto che in quello  di Soldati, “America primo  amore”.
 
Brancati
– Era Longanesi? In “L’inconsapevole approccio”, il saggio-introduzione che scrisse nel 1963 per “Le opere di Dio”, il suo secondo romanzo, Berto racconta, fra le traversie incorse per pubblicare il suo primo romanzo, “Il cielo è rosso”, l’incontro, poi decisivo, con Longanesi. Longanesi lo ricevette (Berto andava a nome di Comisso), “sfogliò il grosso dattiloscritto”, e gli disse di tornare il giorno dopo. “Il giorno dopo aveva già deciso di pubblicare il romanzo, ma voleva metterci un po’ le mani, egli aveva intuito e gusto infallibili, in fin dei conti era stato lui a «fare» il ‘Don Giovanni in Sicilia’ di Brancati”.
Seguirono contestazioni (“troppe descrizioni”, titolo, percentuali), ma la cosa poi si fece.
 
Dimitri
- Il santo Dimitri è così ricordato da Camus ne “I giusti” da uno dei suoi rivoluzionari, il più puro e duro, Stepan: “Aveva appuntamento nella steppa con Dio in persona, e vi si affrettava, quando incontrò un contadino il cui carro si era impantanato. Allora santo Dimitri lo aiutò. Il fango era spesso, la pozza profonda, bisognò battagliarci per un’ora. E quando ebbero finito santo Dimitri corse all’appuntamento. Ma Dio non era più là”.
 
Gaza - “Gaza ha origini antiche, e il suo nome appare neo documenti militari del faraone Thutmose III, nel XV secolo prima della nostra era”. Parte spedito Armando Torno sulla “Domenica” del “Sole 24 Ore” 30 agosto. E subito raddoppia: e fu anche cristiana. Presentando due volumoni, di 736 e 688 pagine, che coprono solo dei personaggi minori del cristianesimo, Barsanofio e Giovanni di Gaza. Gli integristi israeliani avranno vita dura.
 
Innovazione - “Nell’“Isola misteriosa”, il romanzo di Verne, l’ingegner Cyrus Smith riconosce i minerali di ferro e li fonde, fabbrica acido solforico e nitroglicerina. Per farlo, oggi servirebbe un’équipe interdisciplinare” - Giorgio Parisi, “I cervelli delle pecore” (“La Lettura” oggi) – “abbiamo perso quelle capacità perché non ci servivano più, e ne abbiamo acquisite altre”.
 
Miguel Gotor - “Quel Miguel Gotor”, nota Bartezzaghi nella sua rubrica “Lessico e nuvole”, lo storico di Aldo Moro, “il cui nome-e-cognome... si anagramma in «Tu leggi Moro»”.
 
Kiev - A Mcensk, Russia europea, al confine occidentale, si leggono nel secondo Ottocento, al più, “le vite dei santi di Kiev” – come di quelle che sono in ogni casa (Katerina L’vovna, la “Lady Macbeth nel distretto di Mcensk”, il racconto di Leskov, 1899, moglie di ricco mercante, “di leggere non ne aveva voglia, e di libri, a parte le vite dei santi di Kiev, in casa non ce n’erano”.
 
Lettura - E' donna. Due donne su tre, secondo le statistiche sempre attente di Guliano Vigini su “La Lettura”, legge almeno un libro, solo un uomo su due. Le statistiche esatte sono: lettori il 62,6 per cento dell’universo femminile, di quello maschile il 51,2 per cento.
 
Meneghello - Di Meneghello, tra Vicenza e Treviso, non c’è solo Luigi, lo scrittore di Cambridge, c’è anche una Antonietta Meneghèl, attesta Berto nella prefazione (“L’inconsapevole approccio”) a “Le opere d Dio, pp. 13-14), di cui sua madre fu “compagna d’infanzia” – “la quale era per il momento sconosciuta, ma avrebbe ben tosto acquistato larga fama e ancor più larghe ricchezze cantando sotto il nome di Toti Dal Monte”.
 
Montale – La prima e unica edizione del premio letterario Firenze, assegnato nel 1948 all’esordiente Berto per “Il cielo è rosso”, fu contestato da Carlo Coccioli, candidato sconfitto, per un fatto di datazione, se il romanzo di Berto era uscito nel 1947, come il regolamento prevedeva, o non a fine 1946. Lo racconta Berto nella prefazione che accompagna dal 1963 il suo secondo romanzo, “Le opere di Do” (“L’inconsapevole approccio”, p. 48), ma non per il reclamo di Coccioli: “Un secondo incidente, sotto ceti aspetti più doloroso ancora, fu la confidenza fatta dal poeta Montale al giovane romanziere che lui non aveva letto il libro, e tuttavia aveva egualmente votato a favore perché l’editore Longanesi lo aveva pregato di farlo”. Membro influente della ristretta commissione del premio, con Pancrazi, Palazzeschi e Momigliano, presidente Silvio Benco.
 
Quaresima – Da “quadragesima”, cioè i quaranta giorni di preparazione alla Pasqua: “Quaranta è nella Bibbia un numero compiuto e perfetto, un arco temporale emblematico” - Giancarlo Ravasi, “La forza del digiuno. Anche di parole”.
Il digiuno accomuna le tre religioni monoteiste, cristiani, mussulmani ed ebrei: “L’astinenza come segno di lutto, penitenza e ascesi”.
Digiuno anche di parole come il silenzio negli esercizi spirituali di Loyola.
 
Riduttore – È, era, al cinema l’autore della “riduzione” di un romanzo per il cinema. Flaiano ne fa l’elogio recensendo, il 19 giugno 1949, l’“Anna Karenina” di Duvivier – che non apprezza: un buon “riduttore” sa reinventare la storia per il cinema. Perché “la verità è che il cinema non è così brutto come credono i romanzieri, e nemmeno così bambino”. Ha un suo linguaggio al quale rapportare i buoni racconti…. Graham Greene sostiene che un film ha maggiori probabilità di buona riuscita se tratto da un romanzo che da un soggetto di poche righe”, argomenta Flaiano: ma, “se la sua regola fosse giusta, dovremmo credere che i romanzi di Tolstoj sono mediocri, perché sempre mediocri risultano film che se ne traggono.... E anche Flaubert non sapeva scrivere un romanzo, se dobbiamo credere al cinema. E che pensare di Stendhal? I suoi romanzi vengono così traviati….”.
 
Ungrounding - Sarebbe “sradicamento” in sento lato, ma vuole essere un neologismo per lo politica di Israele a Gaza e nei confronti dei residui palestinesi. L’architetto israeliano Eyal Weizman, che lo ha coniato, intende esattamente lo scoperchiamento e la distruzione di Gaza, della città sotterranea costruita da Hamas a Gaza, che l’esercito israeliano, in tre anni ormai di occupazione e distruzione, non sarebbe riuscito a sradicare che in parte.

letterautore@antiit.eu

Cronache dell’altro mondo – socialiste (423)

Alexandra Ocasio-Cortes, la deputata democratico-socialista di New York, ha decretato l’abbandono dell’ideologia woke. Per un passaggio da woke 1 a woke 2? A un impegno più costante dei socialisti dentro il partito Demcratico: numerose primarie per il voto di medio termine a novembre vedono dei candidati democratici di sinistra, e un buon numero di candidature sono state vinte.
È l’effetto Mamdani, il sindaco di New York plebiscitato su una piattaforma di sinistra radicale  (contro i proprietari di case, etc.) un anno fa? È quello che sostiene il “New York Post”, il quotidiano di destra di proprietà di Murdoch, che ha Mamdani come suo tema, e obiettivo, quotidiano. Ma le piattaforme dei candidati democratico-socialista vincenti alle primarie sono diversificati, a seconda dei problemi locali.

 

Quel giovanotto senza morale sembra ora di famiglia

A suo tempo, 1999, il ricordo è di un film freddo, giusto il talento – o il bisogno – demolitore di Patricia Highsmith, l’inventrice del personaggio – un immoralista alla Gide (senza morale). Rivedendolo, non ha più la secchezza e le asperità della prima programmazione, una delle tante storie fredde dell’immaginario distruttivo di Highsmith (non si ricorda, non si programma più, la prima riduzione al cinema del romanzo, nel 1960, opera di René Clément, col morbido Alain Delon al posto del muso chiuso e l’occhio velato di Matt Damon). Rivedendolo, acquista prevedibilità, quasi familiarità.
Effetto dela seconda visione - rispetto all’aspettativa? O la sensibilità è cambiata? In trent’anni? Più indurita – più a suo agio con la violenza cupa?
Anthony Minghella, Il talento di Mr. Ripley, Sky Cinema

sabato 5 settembre 2026

Ombre - 835

“L’ex conduttore: «Di Pasquale mi è molto fedele»”. Non fedele, molto fedele - si dice dei cani. L’ex conduttore è Ranucci, Di Pasquale è Claudia Di Pasquale. Ranucci perfido lo ha detto per azzopparla? Nobiltà del giornalismo? Anzi, del giornalismo democratico? Dei bassifondi.  Muta del resto lei, Di Pasquale - i cani guaiscono, latrano, abbaiano, agitano la coda.
 
“È semplice”, dice il presidente Mattarella, novello mugnaio di Saint Souci (quello di “c’ è un giudice a Berlino”): “La Ue ha successo, giochi le sue carte”. Si muova, prenda coraggio, prenda forza.
In astratto, è così. Poi la Ue è Bruxelles.
 
“Con un presidente democratico non tornerà il libero scambio”. La globalizzazione è finita. Ci vuole un ex sindaco di New York, De Blasio, per dire anche in Italia quello che si sa anche solo a una prima occhiata - basta darla. La globalizzazione gli Usa – non Trump – l’hanno imposta 35 anni fa, e gli Usa, non Trump, la dichiarano perenta: hanno disseminato molto benessere ma troppa potenza, incontrollabile, per il mondo.
 
“Raid in Giordania, soldati Usa uccisi”. Non è un titolo di oggi ma del 29 gennaio 2024, due anni e mezzo fa. Una guerra endemica. Di cui l’America non viene a capo.
 
“«Avrete casa sulla spiaggia». Tra gli ultrà che già disegnano nuove colonie nella Striscia”. Come dire: nulla di nuovo sotto il sole - ammesso che i coloni siano “ultrà”.
Manca l’“assalto alla chiesa italiana a Istanbul”, con molto terrore e un morto, per completare la prima pagina del “Corriere della sera” del 29 gennaio 2024. Ma è rimediabile.  
 
Trump bombarda Hormuz, ogni pochi giorni, e la benzina sale. È come se. Naturalmente non è vero. Ma altra ragione per questa guerra non c’è.
Non solo la benzina, salgono anche i titoli energetici in Borsa: l’Eni è raddoppiato di valore – quasi oppiato, dopo una vita di Borsa piatta.
 
La coppia anglo-australiana che aveva scambiato l’Abruzzo per la natura potrà rivedere i figli, che le sono stati sottratti da un anno, ma a rate, poco tempo ogni pochi giorni, e sotto sorveglianza sociale. Il ridicolo, in coppa all’assurda ferocia. Nel nome della legge. Perché la famiglia vive senza le ciocie? E per di più parla ostrogoto? Ora, però, questi giudici abruzzesi, perché li paghiamo noi, non potrebbero pagarseli gli abruzzesi? Perché Salvini non fa una devolution giudiziaria, ciascuno paga per i suoi?
 
“Ceuta, il j’accuse di Sanchez: per il premier spagnolo «reti russe e israeliane» avrebbero fomentato l’assalto di luglio con una menzogna. Dubbi anche sul voto in Islanda”. Se Sanchez non è solo – il presidente del governo spagnolo è in caduta libera - per Putin è fatta: l’Europa già vaneggia.
 
“Il governo esibisce un pil 2026 dell’1 per cento”. Esibisce, cioè non ce l’ha. Si può cadere nel ridicolo per affermare la propria identità politica. Nel caso progressista. Cioè nell’irrilevanza: la sinistra mantiene ancora i suoi voti, ma non ha più gli argomenti. E questa la vera novità, non il populismo. Ovvero che il populismo sa di cosa parla, di cosa si parla, nel Paese, tra i lavoratori.
 
Ogni volta che c’è uno scandalo alla Rai, come questo di Ranucci, per quanto inverosimile, subentra presto la noia, e un senso di viscido. Di un’azienda viva, che ha una programmazione buona e anche ottima, p.es. di film (a sostegno dei film italiani), e incappa sempre nello squallore - cioè produce squallore. Per la sottopolitica, di cui si vuole preda, peraltro indefettibilmente democristiana (si vede dalla carriera delle donne). Come si fa a non sostituire un Ranucci, che scandalo è questo?
 
Malen non è, non può essere, un calciatore da due reti e mezza a partita. È avvantaggiato dal gioco di Gasperini. E poi è una mezza tacca, un acquisto in saldo di gennaio. Mentre la Juventus, per dire, ne comprava tre o quattro, di soli centravanti, al doppio del prezzo, senza utilizzarli, essendo dei brocchi. Perché i contratti sono opachi? Quali sono i veri rapporti tra direttori sportivi e procuratori, che hanno tutti sede nei paradisi fiscali?
 
Si spendono lacrime, nei giornali italiani, per “il principe Harry”, un poveretto che, forse perché orfano, si vestiva da SS, con Megan Markle, un’attricetta americana che ci riprova, a sfruttare la Mecca britannica, dopo un primo affondo sfortunato. La coppia, sfruttato in America il glamour della duchessa americana, licenziata da Netflix e Spotify per scarso rendimento, ci riprova a Londra. E allora? L’Inghilterra è ridotta così male?
 
“Il voto a destra è un consenso che arriva in maniera maggioritaria da chi ha poco studiato”. Statisticamente sarà vero, ma politicamente? Una frase non dal sen fuggita ma studiata che rivela la vera natura del Pd, nella persona del suo presidente, che pure è vecchia gloria Pci. Un consesso inventato da Prodi per rifare la Dc, con i voti del Pci.   
 
La ong tedesca Sea Watch, sanzionata dall’Interno per non avere consegnato sei naufraghi soccorsi nelle acque territoriali libiche alle autorità libiche, risponde: “Non riconosciamo le autorità libiche”.
Riconosce i trafficanti libici che le segnalano con SOS i gommoni e le carrette che immettono in mare.
Non riconosce le autorità libiche come non riconosce quelle italiane. Ma non per anarchia, poiché si finanzia col governo tedesco.    


Fui fascista, sì, negli anni del fascismo

Con una prefazione di Giulia Caminito, e con una, molto più robusta, dello stesso Berto, quasi la metà del libro, intitolata "L'inconsapevole approccio", dove spiega come arrivò a fare lo scrittore. Di fatto, come fu fascista, fino ai trent’anni, e all’internamento a Hereford, nel Texas, dopo essere stato catturato dagli americani in Nord Africa, dove era volontario. Un’autodifesa più che un atto di accusa. E un chiarimento con se stesso e con la critica, più che con i lettori, che a lungo, imperando Botteghe Oscure, lo teneva ai margini del mondo letterario. Con questa autoapologia, un selfie d’annata ma dichiarato, Berto ripubblicava nel 1963 il lungo racconto del titolo, il primo “professionale”, di cui ricorda l’origine e le vicende “editoriali”, in “un inconsapevole approccio neorealistico”, in realtà scritto sotto la guida e l’influsso del compagno di prigionia Corrado Tumiati, e in stile che sarà poi “hemingwayano” ma dietro la lettura di Saroyan e Steinbeck – di questo soprattutto. Il racconto-romanzo era stato pubblicato in un primo tempo a puntate su "Il Ponte", la rivista fiorentina di Calamandrei e Enriques Agnoletti, creata e gestita in ambito resistenziale - da qui la necessità della successiva presentazione-spiegazione? 
“Le opere di Dio” fu il secondo romanzo pubblicato da Berto, nel 1948. Il primo era stato “Il cielo è rosso”, un tema che sarà poi di Parise, altro veneto di provincia: un gruppo di ragazzi si arrangia a vivere in una città di rovine. “Le opere d Dio” è una storia di sfollamenti: un capofamiglia, la moglie, la figlia, il figlio, una nuora, e un nipotino. Una storia di pace, nella guerra. E della narrazione come sfida - senza avere letto Svevo o Verga, anzi senza nemmeno sapere di essi, ripete Berto: della normalità, del piccolo, del minuto, dell’insignificante perfino. Nella lunga perorazione in forma di agiografia che precede il racconto, Berto se lo fa dire da Corrado Tumiati, a proposito di “Il cielo è rosso” (recensione su “Corriere del Po”, 5 gennaio 1947): “La prima dote di Berto è quella di sapere «raccontare», di creare dei «personaggi», di creare una «atmosfera»”. Al tempo di questi due romanzi-racconti, “Il cielo è rosso” e “Le opere d Dio”, “Berto non sapeva nulla”, attesta lui stesso, oltre che di Hemingway, “né di Pavese né di Vittorini”.
Ma più che dell’ambiente letterario, diviso equamente tra favorevoli e contrari, o semplicemente distratti, con cui Berto fa ripetutamente i conti (terribile, malevola?, la confidenza che gli fa Monale, dopo avergli assegnato il Premio Firenze, nella sua prima e unica edizione, che lui il libro non lo aveva nemmeno sfogliato, lo aveva premiato perché glielo aveva chiesto Longanesi), la lunga autobiografia è una excusatio non petita del lungo passato fascista convinto, fino ai trent’anni. Senza perdersi del fascismo nulla: da Balilla al GUF, e poi, da laureato in Lettere, da insegnante, e da federale – nel suo paese, Mogliano Veneto – e negli intervalli volontario di ogni guerra, dall’Etiopia (a vent’anni) al Nord Africa. Qualche volta perfino respinto dall’autorità medico-sanitaria dell’esercito, e allora si arruola nelle Camicie Nere. Fino alla provvida cattura da parte degli americani. Che si offrono anche per un’altra piccola rivincita: a Hereford Berto scrisse anche due racconti, “È passata la guerra” e “Sosta Cassino”, che in America (e in Inghilterra) sono stati pubblicati, insieme a “Le opere di Dio”, in  Italia no – non nel 1963, quando scrisse questa presentazione-autobio. Quasi tutta la sua produzione in cattività è pubblicata in traduzione, eccetto “Il seme tra le spine” - “uno dei suoi racconti più riusciti”, autocertifica sempre lo stesso Berto, “sicura anticipazione del Berto che verrà fuori dopo il 1960” (dopo “Il male oscuro”, n.d.r.): la storia dell’infatuazione per “una nurse molto magra e non più tanto giovane”, all’ospedale di Hereford dove era stato operato di “un paio d ernie”.
Giuseppe Berto,
Le opere di Dio, Neri Pozza, pp. 192 € 20

venerdì 4 settembre 2026

La dottrina Netanyahu non piace a Washington

La dottrina Netanyahu potrebbe sopravvivere a Netanyahu? S’interrogano gli Stati Uniti, a valle del fallito Blitzkrieg contro l’Iran, e del contemporaneo rilancio politico e militare del movimento dei coloni, in Cisgiordania, a Gerusalemme e a Gaza (che a Washington si classifica come terrorismo, per ora solo a fini classificatori, archivistici).

C’è dunque una “dottrina Netanyahu”, detta anche della “guerra senza fine”. Che si declinerebbe in questi termini – come esito dell’attacco di Hamas il 7 ottobre 2023: “Israele deve intraprendere azioni militari preventive contro ogni potenziale minaccia alla sicurezza che deve affrontare, indipendentemente dalle conseguenze”. Una dottrina d’attacco, senza alcuna considerazione dell’impreparazione, e\o della sguarnizione del dispositivo di difesa alla frontiera con Gaza.  
È una “dottrina” che non troverebbe sostenitori nell’amministrazione Trump, la più vicina a Netanyahu. perché significa una guerra senza fine, e un appoggio americano, in armamenti, anch’esso senza fine.
Il problema non viene posto in attesa delle elezioni il 27 ottobre. Ma si dà per scontato che questa dottrina faccia sua anche Gadi Eisenkot, l’ex generale che si presume lo sfidante più importante di Netanyahu al voto politico.  

I budget non sono brigate, l’Europa si difenda da sé

O “le ragioni a favore di una riduzione delle forze armate statunitensi”. La Nato è un’altra, non più “americana”, e non si torna indietro. Trump, come si sa, è per una riduzione dell’impegno militare americano in Europa (impegno convenzionale, escluso cioè l’ombrello nucleare). Già nel 1987, molto prima di “scendere in politica”, sul “New York Times” insisteva sul fatto che “l’America dovrebbe smettere di pagare per difendere paesi che possono permettersi di difendersi da soli”. Nella prima presidenza ha minacciato un ritiro ma poi non ne ha fatto nulla. Ora procede con limature anche sostanziali delle guarnigioni americane in Europa. E soprattutto insiste sull’aumento europeo delle spese militari – delle spese effettive (“i budget non sono brigate”). Ha adottato la linea della “ripartizione degli oneri" e ne ha avuto mefiati riscontri. Per prima cosa  “a ridosso dell’insediamento, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth è volato a Bruxelles per informare i suoi omologhi che gli Stati Uniti avrebbero dovuto concentrarsi su priorità diverse dalla difesa europea”. Poi “il Pentagono ha lanciato una «Europe Posture Review», una valutazione critica degli schieramenti di truppe statunitensi e degli impegni di base nel continente. Annunciandola alla riunione ministeriale della Difesa della Nato, Hegseth è stato chiaro: «L’Europa può e deve assumersi la responsabilità primaria della propria difesa convenzionale».
“Un simile risultato equivarrebbe a una trasformazione dell’Alleanza transatlantica. Dalla fondazione della Nato gli Stati Uniti hanno garantito la difesa dell’Europa e detenuto la posizione di comando militare più elevata nell’Alleanza. A distanza di oltre 75 anni, rappresentano ancora circa il 60 per cento delle spese militari dei membri della Nato e mantengono circa 80 mila soldati di stanza nel continente e nel Regno Unito. Decenni di predominio americano hanno reso l’Europa dipendente dalla leadership, dalla tecnologia e dalla spesa degli Stati Uniti”. Ora si cambia – (quasi) certamente.
Un saggio pieno di dati, cifre, progetti e proposte. All’insegna della considerazione che “i budget non sono brigate”, i buoni propositi non bastano, l’Europa deve fare – spendere, armarsi. Come, aggiungono i due autori, cattedratici di politiche militari  , fu per il Giappone negli anni 1980. Anni di boom economico e di preoccupazione per la crescita della flotta sovietica. Gli Stati Uniti si rifiutarono di mandare più navi, e l’effetto fu il raddoppio della spesa militare nipponica in percentuale del pil in quindici anni.
Jennifer Kavanagh-Justin Logan, Leave Europe to the Europeans, “Foreign Affairs”, sett.-ott., in libera lettura, anche in italiano, Lasciare l’Europa agli europei

giovedì 3 settembre 2026

Cronache dell'altro mondo - populiste (422)

Populismo di destra oppure di sinistra? Le proteste di massa spontanee contro la localizzazione di data center hanno ravvivato il populismo  - il passaggio della politica, delle decisioni comunitarie, dai rappresentanti eletti agli elettori. Un populismo di cui si discute se sia di destra o non di sinistra. 

Un ammonimento del presidente Trump a non privarsi dei data center è rimasto inascoltato: le proteste continuano. Quindi si suppone che le proteste non siano del movimento MAGA che sostiene il presidente. Mentre si cominciano ad assimilare le imprese protagoniste dell'IA , spregiativsmente dette i magnati dell Silicon Vslley, ai robbber barrons di fine Ottocento, i grandi e violenti capitalisti che si assoggettarono l'economia  in forme oligopolistiche controllando la politica.

Cronache dell'altro mondo - anti-IA(421)

Si moltiplicano le proteste popolari in tuttibglibStati Uniti contro l'insediamento di data center per alimentare l'intelligenza artificiale, idrovori oltre che energivori, e fabbriche di CO2. Per ragioni anche parasindacali, oltre che ambientali, come si rileva anche dagli slogan della protesta.

Più consistenti e continuative sono infatti le proteste nel Middle West deindustrializzato. La memoria degli anni 1990 (globalizzazione uguale licenziamenti in massa) risuscita col depotenziamente del lavoro umano.

La scoperta della Calabria, un secolo e mezzo fa

Un titolo anodino per un racconto di viaggio fra i più apprezzabili e godibili del genere, benché vecchio di un secolo e mezzo - il geologo "prussiano" (ma era di Duisburg, nome che poi sempre la Calabria renderà diversamente famoso), italianista, approccio' la Calabria ai suoi quarant'anni  nel 1871, dopo altre escursioni nel Nord e nel Sud Italia - qui in compagnia  di "tre colleghi viennesi illustri", due specialisti di mineralogia e un curioso, non italianisti, unicamente interessati ai graniti.

Un racconto di viaggio dello stesso livello, per limitarsi alla Calabria, di quelli classici di Edward Ler e Norman Douglas. Curioso sempre - anche della curiosità dei bambini. Ammirativo: "La Magna Grecia e la Sicilia, le regioni più ricche e fertili del mondo". Severo, sull'assenza di igiene - e delle donne ( se si vedono, non parlano). Forte caratterista. Il sindaco di Siderno Falletti, già patriota, di ospitalità senza limiti. I baroni C. di Stilo, con arredi principeschi, ma con l'ambita cena sempre tardiva -  non prima delle dieci. L'ingegnere che tutto sa. Il geologo pure - ma per sicura e rispettata esperienza. L'arciprete giovialone e ospitale tanto quanto sporco, lui e le sue stanze. Le donne in fila all'acqua, o sotto le fascine al ritorno dai campi, l'uomo davanti, su una cavalcatura. La vivacità e l'ignoranza dei bambini - solo una volta gliene trovano uno, "un seienne", che sa leggere. Gli animali domestici in casa, compreso il porco. 

I lapidei di Serra San Bruno che lavorano i marmi di Carrara, "trasportati fin lassù, a forse piu di mille metri s.l.m.". Le ricostruzioni dettagliate dei luoghi dove ha alloggiato, di utilità storica, Messina, Reggio, Bova, Siderno-Caulonia, Stilo. E della geografia-geologia minuta. Con toponimi per una volta senza sbavature. La Cattolica di Stilo spiegata e descritta come mai dopo, per acume e precisione - "la Cattolica antica che con le sue cinque cupole ricorda la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli". La "scoperta" di San Giovanni "Vecchio", san Giovanni Theresti, che allora si presentava in forma di rudere, ex stalla, un porcile, ma con "dappertutto un senso di vastità, di grandezza, di selvaggio".

Un libro di viaggio, in Calabria, regione eccentrica, nel remoto 1871, che è un manuale dei libri di viaggio. Curioso e intelligente, preciso e vivido, di persone e cose. Un quadro mineralogico, per ambienti grandi e minimi, che poi non ha avuto aggiornamenti  e neppure considerazione - la Calabria? terra di terremoti.

E la storia. Le memorie del '47-'48, a Messina e a Gerace. Il Re Bomba Ferdinando II, tanto incapace quanto distruttivo. L'ospitalità greca  - "quella cortesia e finezza che i Calabresi usano quando trattano coi forestieri". Il braciere. La famiglia estesa alla servitù.  Le "dolomiti" di Canolo. I sequestri di persona a fini di riscatto, uso barbaresco.l

 ..

La fruizione è resa più godibile da Teodoro Scamardi, il germanista. E anche più pregna,  dotandola di un'introduzione che colloca la Calabria popolare, tra ignoranza, povertà e sporcizia, usolamento (niente scuole niente strade, l'eredita' borbonica) alla vigilia della fuga, l'emigrazione, dieci anni dopo. Con sintesi fulminee e precise sul brigantaggio, sulla repressione postunitaria (sembra di leggere le cronache di Kappler 1943-44, tra Apuane e Appennino tosco-emiliano), sulla donna mulo, invisibile in casa, sull'analfabetismo. Un quadro eccellente della Calabria postunitaria, e della politica unitaria - tutti piemontesi, i colonnelli e i prefetti.

Gerhard vom Rath, Un'escursione in Calabria, Rubbettino, pp. 197, ril. Ill. € 7 90

mercoledì 2 settembre 2026

Cronache dell'altro mondo - anti-sorveglianza (420)

Flock è  un'azienda di impianti di video-sorveglianza  che memorizzano il traffico, per singoli veicoli. Un po' come in Italia i sistemi Tutor e Vergilius sul traffico autostradale.  Attiva da una decina d'anni, Flock è vittima quest'anno di una serie di sabitaggi. A opera di singoli, di gruppi anti-sorvegliaza (libertari), e di autorità statali. 

Un gruppo vanta la disattivazione di 159 impianti  quest'anno, di cui 90 solo in agosto. Fantasiosi i sabotaggi, ocome segare i pali di sostegno, o ricoprire di vernice le videocamere.

In Florida il dipartimento del Traffico ha deciso la disTtivazione del sistema in tutte le strade statali. In Texas il governatore, repubblicano, ha deciso di non finanziare l'attività di rilevazione.


Legamenti d'amore e altri sortilegi

Una (piccola) serie, a puntate settimanali, di evocazione di magherie. Di sortilegi e incantesimi tradizionali - in Calabria, si arguisce dai contesti. Ma narrati al presente, in atto di svolgimento.

Un'opera singolare, e importante  di ricostruzione  e anche documentazione (testimonianze), di credenze e pratiche, "per virtù d'erbe e d'incanti" (formule magiche), molto presenti nella vita collettiva. Che, seppure remote, sempre in qualche misura la connotano.

Temi e materiali che il giornale propone cauto come "Miti e leggende". Che però  l'autrice, narratrice di suo, articola convinta e convincente. Niente nasce per niente.

Marina Rizzo, Incantesimi d'amore e 'legamenti  '"il Quotidiano del Sud", 1 settembre

martedì 1 settembre 2026

Tra Italia (destra) e Spagna (sinistra) nasce l'Europa poltica

"Italia e Spagna, nuova sfida". Soprattutto inedita; un sfida politica della destra italiana contro la sinistra spagnola. Che di suo è abbastanza sinistrata - il presidente del consiglio socialista a Madrid, al terzo mandato, viene dato in caduta libera. Ma non  è questa la novità.  La novità  è che il capo di un governo europeo attacchi un altro governo perché di fede politica opposta.

Meloni ha attaccato Sanchez su Ceuta, e insiste. Ma di fatto non su Ceuta, dove Sanchez ha operato con chiusura e durezza - più di quanta ne abbia mai manifestato Meloni, a Lampedusa o altrove. Meloni "fa politica": è contraria all'orientamento politico del governo di Madrid, e lo attacca con gli argomenti della destra spagnola.

L'Albania sgonfia il mercato migranti

È bastato che la soluzione Albania (il ricovero fuori dello spazio Schengen) fosse adottata a Bruxelles e l"immigrazione selvaggia all'improvviso si è sgonfiata, sulle rotte mediterranee e su quella continentale - tutte le statistiche concordano.  Per chi ha una meta, sia.essa la Germania o la Francia, l'Olanda, il Belgio, è inutile, oltre che costoso, avventurarsi. Se non si hanno i titoliboper il diritto d'asilo.

Ma il problema immigrazione si complica, non si risolve. I Paesi che hanno bisogno di immigrati, tra essi l'Italia, devono ancora darsi strumenti efficienti per controllare e avallare 200-300 mila ingressi l'anno - evitando o riducendo gli sbarchi forzosi, clandestini.



Contro le guerre farsi la pace

Nella eterna polemica di Aristofane, tra le risate,  contro la guerra "Gli Acarnesi" trascurati sono altrettanto radicali  e un po' più  da ridere della "Lisistrata", lo sciopero delle donne (a letto) - sono la prima commedia di Aristofane, la più antica tra quelle tramandate.

Atene è in guerra contro Sparta - la guerra del Peloponneso - da sei anni. Immaginarsi le distruzioni. Ma gli Acharnesi non demordono: poveri, contadini e carbonai (il coro), reclamano più guerra. Più devastazioni dell'"avversario" per compensare le proprie. Insensato: il cittadino probo lavoratore Diceopoli dice basta. Ma alla Pnice, dove la "ecclesia" si tiene dei cittadini, nessuno lo ascolta, l'assemblea è di maneggioni. Allora fa la pace da solo: si cerca un mediatore semi-divino e stipula una tregua privata di trent'anni con Sparta. La cosa funziona.

Un modello? Forse ci saremo costretti, a imitarlo. Castrizio, cattedratico di sociologia a Messina, è un altro reggino che, come già famosamente Saverio Siciliano, vive lingua e cultura greca, la classicità,  come propria. In quella forma, molto greca, tra pathos (immedesimazione) e distanza (ironia, se non irrisione). La forma del classico vivente. 

Daniele Castrizio, La sindrome di Diceopoli, "L'Altravoce-Il Quotidiano" 1settembre

lunedì 31 agosto 2026

A Sud del Sud - il Sud visto da sotto (641)

Giuseppe Leuzzi

Fratello del Sud

Rigoni Stern, in ritirata da Charkov, oggi Kharkiv, in uno dei suoi tanti ricordi della guerra di Russia, "Quasi una tregua", col suo battaglione, decimato ma rifocillato da tre giorni al caldo delle isbe, con scarpe ed equipaggiamento nuovi, incontra in mezzo alla strada "un soldato italiano inginocchiato nella neve .... grida verso di noi chiedendo aiuto; dall'aspetto e dal modo di parlare e di gestire mi sembra un nostro fratello del Sud. Un fante? Non ha fucile, in testa porta una bustina allacciata sotto il mento e chiede aiuto a noi che camminiamo al lato della via. Camminiamo".

Se avesse chiesto aiuto in veneto sarebbe stato diverso? Sì. "Mi resta doloroso questo ricordo", continua lo scrittore di Asiago: "Un rimorso che non so allontanare nemmeno dopo tanti anni. Potevamo, potevo, essergli di aiuto?"

L'intelligenza del Sud per il Nord

La "fuga dei cervelli" si scopre essere una scemenza (più giovani laureati vengono in Italia di quanti se ne ne vanno), ma non per il Sud. Che ha un saldo negativo, nel quinquennio 2019-2024, di 11 mila unità.  Uniformemente sparse fra le regioni, in rapporto alla popolazione: quasi 4 mila in Campania, quasi 3 mila in Sicilia, 2.500 in Puglia. È come sempre: il Sud lavora per l'Italia.

L'inverso si può anche dire: l'Italia lavora per il Sud? Guai a non dirlo. Ma a malincuore, facendo sempre i conti, con mille contestazioni, al governo del troppo poco troppo tardi. Se la Calabria, che è in Europa dal 1957, e qualche altra regione meridionale se la passano peggio delle regioni più sfavorite della UE di Prodi, la Ue allargata a Est, un motivo ci sarà. Che non è il solito, l'Italia locale, se i locali emigrano sempre in massa, bene accetti.

Sociologia dell'antimafia

Anna Sergio, sociologa del Diritto e della Devianza  a Bologna, origini calabresi, formazione in Inghilterra, passa un mese a San Luca, luogo principe della devianza (sequestri, droga, Duisburg, faide) nel quadro di un suo progetto di ricerca, e lo trova un Paese normalissimo. Nei suoi confronti, di forestiera, e nel vivere quotidiano, suo e della comunità locale. La domanda provocando: perché avrebbe dovuto essere diverso? Perché così vuole la narrazione. Sergio non lo dice ma noi possiamo, perché lo sappiamo. Una narrazione indefettibilmemte a base di mafia, sotto ogni pretesto - una volta fatta la tara di Corrado Alvaro, il "suo" scrittore.

L'antimafia è oggi sociologica - vive (si nutre) di processi sociali. Di cui non viene a capo: la devianza, la complicità (omertà), i giuramenti di sangue, perfino la procreazione (i figli devono essere maschi). Intorno alla delinquenza si sono costruite in Sicilia prima, per l'autorità di Sciascia, in Calabria poi, per l'autorità del Sisde, o come si chiama, insomma dei Carabinieri (e del giudice Gratteri, tanto cordiale e simpatico), una società mafiosa, invece che, come tutti, vittima del malaffare. Che poi, con l'ausilio di queste teoriche, si fa a meno di perseguire  in ogni suo atto pratico, minacce, "avvertimenti", intimidazioni.

Sergi aveva bisogno di un progetto di ricerca per scoprirlo - per scoprire quella che deve essere stata la sua realtà quotidiana, dovunque sia nata? Sì, perché la narrazione della mafia ormai fa premio,  non solo per l'autorità di Sciascia, anche di Nicasio-Gratteri. a danno delle "comunita' locali, su questo non c'e dubbio. Se Sergi fosse capitata a San Luca incognita, inosservata, sicuramente si sarebbe imbattuta nell'appaltatore maneggione e vantone, nel vendicatore cupo, nel ragazzotto in superbike grazie all'orto di erba accanto al Bonamico, non intestato, demaniale. Che fanno San Luca  e non lo fanno. Perché "San Luca" è  un brand  basta la parola.

La mangiata

Nell'ottobre 2022 Stanley Tucci mandava in onda, per la sua serie "Searching for Italy", un 'intera trasmissione sulla Calabria, terra di origine di entrambi i genitori. Che non fu accolta bene nella regione, perché in un'intervista a Christiane Amanpour, parte della promozione del filmato, ricordava di essere stato ragazzo in Calabria, dopo Firenze, un anno che il padre, scultore e insegnante d'arte, aveva preso di sabbatico. A Cittanova, il paese d'origine della madre, che vi aveva fratelli e nipoti. Ricordo che Tucci manteneva grato, non fosse, accennava nell'intervista  per una certa cupezza ambientate, tra rapimenti, abusi sui fondi europei  una sorta d'immanenza mafiosa. Scandalo.

Ora Cittanova tenta un recupero, di Tucci, figlio finalmente riconosciuto, e di "Searching for Italy - Calabria". Lo fa con l'immagine di Cittanova attovagliata, decine, forse un centinaio, di commensali, su fondo agreste, lungo un enorme tavolo a U, attorno allo "stocco alla Cittanova", zeppole con alici, capretto arrosto. Una tipica "mangiata", che si fa, si faceva, di quantità più che di qualità. Proprio quello che Tucci ha documentato. Ma - e qui il dubbio sarebbe stato più giusto che non l'impressione di cupezza dell'intervista - avrebbe anche apprezzato, lui cresciuto con due pasti al giorno, cucinati dalla madre, con sobrietà e gusto?

La Calabria in macchina

Ci si aggira per i borghi calabresi di ascendenza greco-bizantina (il reggino e un po' del vibonese) con difficoltà e qualche pericolo: tutti vanno in macchina e, difettando i marciapiedi, bisogna fermarsi e cautelarsi a ogni passo. Il rimedio, rinunciare alla passeggiata e aggirarsi in macchina come i locali, non ha senso. Ed espone a irritazioni: due guidatori che si conoscono, incrociandosi,  è facile che si fermino appaiati, per un esercizio di palaver africano (come sta tua mamma? come sta tuo zio? e viceversa). E protestare non serve.

E pensare che "camminare", viaggiare a piedi, era considerato nella Calabria postunitaria una garanzia di sicurezza. Contro i briganti. Un viaggiatore del 1871 , il geologo tedesco Gerhard von Rath, che si avventurò in Calabria provvisto di ogni sorta di commendatizie, ricevette a Catanzaro dal Procuratore il consiglio di recarsi a Tiriolo, come voleva  a piedi. Ci sarebbe voluta altrimenti una scorta armata dai sei agli otto uomini. Viaggiare a piedi era una sorta di protezione, scrisse von Rath nel racconto che ne trasse, "Un'escursione in Calabria", "siccome da queste parti viaggiano a piedi solo i poveracci": "Le Loro distinte persone", gli scriveva il Procuratore, "viaggiando a piedi  non costituirebbe verosimilmente un oggetto degno di un attentato". Ora che tutti vanno in macchina  come fanno i briganti a regolarsi?

leuzzi@antiit.eu

Giallo indizi

Uno dei tanti Poirot. In partenza da Parigi, piazza delle Concorde. Dove sotto "una bella pelliccia" cammina un brutto uomo. Il Treno Azzurro  o Treno dei Miliardari era il notturno superlusso Londra-Costa Azzurra  - quando gli inglesi erano ricchi. Un giallo di atmosfere.

È curioso come ogni volta A.Christie sembri nuova  anche a una rilettura, probabile, o all'ennesimo trattamento delle lunghe serie TV di Poirot. Perché non contano i personaggi, né i labirinti mentali attraverso cui Poirot scioglie i nodi, ma il moltiplicarsi degli indizi: nello svolgimento, anche semplice, della vicenda, i colpevoli possono essere tanti  prima dello svelamento finale. A.Christie sfida il lettore, ci gioca.

Agatha Christie, Il mistero del treno azzurro, Gialli Economici Mondadori, pp. 93 su 2 colonne, pp. vv.. Oscar  pp. 236 € 12


domenica 30 agosto 2026

La fuga dei cervelli? Nei media

Uno dei tanti falsi problemi di cui si obera l'Italia, di cui l'Italia viene oberata, si sgonfia: più giovani laureati stranieri vengono a lavorare in Italia di quanti, italiani, vanno all'estero  :88 mila contro 78 mila nei cinque anni 2019-2024. Bastava dare il calcolo all'anagrafe, la Cgia di Mestreo lo ha fatto, e il dramma si sgonfia.

Vengono in Italia dall'Europa, il 28 per cento, dal Sud America, il 18, e per un terzo dall'Asia. Si stabiliscono nel Nord-Ovest, in Lombardia principalmente, e sotto l'Appennino, in Emilia-Romagn, Toscana e Lazio. Niente o quasi nel leghista Triveneto - meno dei partenti. Solo negativi i saldi nelle regioni meridionali.

La notizia non ha trovato spazio nei giornali. Che invece per anni hanno dato battaglia sulla fuga dei cervelli. Verrebbe da dire che la fuga dei cervelli è nei media. Un falso problema, uni dei tanti di cui si obera l'Italia,  come un nemico.


Quando la scuola funzionava, in appalto

Due viaggi (quasi) in contemporanea , di due personaggi diversi e distanti, una giovane framcese neo laureata in Lettere, inviata dalla Fondazione Rockefeller per studiare i progressi della lotta all'analfabetsmo, e un socialista belga, uomo politico e scrittore, nonché viaggiatore curioso, interessato alla legislazione sociale e alle condizioni dei lavoratori. "Due viaggi inchiesta", spiega l'editore come solo motivo per mettere insieme, per motivi editoriali, le narrazioni che ne seguirono.

Lo storico Saverio Napolitano mette i due rapporti-ricordi in contesto. Gli autori, e il loro interesse principale: all'alfabetizzazione. Sono testimonianze soprattutto efficaci di Animi, l'associazione nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d'Italia, Creta e animata da Zanotti Bianco e Giuseppe Isnardi, col patrocinio e la collaborazione della migliore intellettualita', laica e cattolica, che per contratto col governo, fino alla creazione dell'Opera Balilla, provvedeva alla prima alfabetizzazione al Sud.

Le impressioni furono naturalmente positive. Con beneficio indiretto per il regime - di cui peraltro non si fa alcuna critica (è il limite dei viaggi settoriali). Ma è anche da dire che le scuole di Animi si presentavano bene: molte col metodo Montessori (Seminara, Scilla, Melicucca', Villa San Giovanni, Acri). Scuolececrefezioni all'aperto. In agro di Santo Stefano d'Aspromonte (oggi resort turistico, Gambarie d'Aspromonte) colonie-sanatori che in tre anni, 1926-1928, avevano ospitato 40 mila bambini minacciati dalla tubercolosi.

Helene Tuzet-Jules Desirée, In Calabria durante il fascismo, Rubbettino, pp. 149, ril. € 7 90

sabato 29 agosto 2026

Problemi di base rivoluzionari - 929

spock

"Morire per l'idea è il solo modo di essere all'altezza dell'idea", A. Camus?

"Non c'è felicità nell'odio", id.?

"Quelli che amano veramente la giustizia non hanno diritto all'amore", id.?

"È questo l'amore, tutto dare, tutto sacrificare, senza nulla sperare in cambio", id.?

"Si comincia per volere la giustizia è si finisce per organizzare una polizia", id.?

"L'ingiustizia separa, la vergogna, il dolore, il male che si fanno agli altri, il crimine separano", id.?

spock@antiit.eu