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Di infertile resta il femminismo
Lui infertile, lei
al terzo o quarto esito negativo del test dell’attesa gravidanza, s’incontrano per
caso, si lasciano andare senza riserve dati i reciproci limiti, e subito aspettano
un figlio. Molti equivoci amareggeranno la lieta novella, perché lei è, come si
dice, “ferocemente femminista” – non vorrebbe di mezzo un padre.
Un aneddoto semplice.
Su cui Bruno monta una parodia dell’affliggente femminismo delle generazioni post
Sessantotto-fine Novecento – che ancora (in Italia, non in Francia, non in
Germania) occupa le piazze. Non un preconcetto è saltato, ma autoesposti – la critica
è lieve, nei fatti.
Una commediola, il
genere Lucisano, ormai marchio di fabbrica. Con tutti gli stereotipi (o quasi,
sono tantissimi) del femminismo di piazza, assolutista e confuso. Ritagliata su
Leo e Pandolfi, l’uomo mite e la donna aggressiva. Con caratterizzazioni molteplici,
affidate a Crescentini, Cifola, Lundini, Silvestri, Colangeli, Gian Marco
Tognazzi.
Massimiliano
Bruno, Due cuori e due capanne, Sky cinema, Now
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