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mercoledì 27 maggio 2026

Di infertile resta il femminismo

Lui infertile, lei al terzo o quarto esito negativo del test dell’attesa gravidanza, s’incontrano per caso, si lasciano andare senza riserve dati i reciproci limiti, e subito aspettano un figlio. Molti equivoci amareggeranno la lieta novella, perché lei è, come si dice, “ferocemente femminista” – non vorrebbe di mezzo un padre.
Un aneddoto semplice. Su cui Bruno monta una parodia dell’affliggente femminismo delle generazioni post Sessantotto-fine Novecento – che ancora (in Italia, non in Francia, non in Germania) occupa le piazze. Non un preconcetto è saltato, ma autoesposti – la critica è lieve, nei fatti.   
Una commediola, il genere Lucisano, ormai marchio di fabbrica. Con tutti gli stereotipi (o quasi, sono tantissimi) del femminismo di piazza, assolutista e confuso. Ritagliata su Leo e Pandolfi, l’uomo mite e la donna aggressiva. Con caratterizzazioni molteplici, affidate a Crescentini, Cifola, Lundini, Silvestri, Colangeli, Gian Marco Tognazzi.  
Massimiliano Bruno,
Due cuori e due capanne, Sky cinema, Now

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