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martedì 26 maggio 2026

O Babele o la Città di Dio

“La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e lʼumanità abitano insieme”. La torre di Babele o la città di Dio, va subito al punto il papa venuto da Chicago. L’alternativa naturalmente è sempre quella, tra il bene e il male, ma nella specie attuale, “Sulla condizione della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”, come la sua enciclica recita nel sottotitolo (un tempo si sarebbe detto “persona” e basta, ma papa Prevost non si vuole “scorretto”, sa di stare sui cocci a molti).  
47 fittissime pagine, corredate di 224 note. Per la sua prima enciclica il papa rinnova la “Rerum novarum”, di cui ricorre il 135mo anniversario, di papa Leone XIII, di cui ha voluto dirsi seguace, della Chiesa nel mondo. Impegnato a capire. Nella convinzione che, se Cristo è Via, Verità e Vita, il mondo non può tradire.
Un papato felicemente proiettato all’esterno delle Mura.  Dal grido per la pace all’impegno per individuare il bene e indirizzarvi il mondo. Il nuovo Leviatano è l’Intelligenza Artificiale? È sempre minima la distanza fra il diabolico e l’angelico.
Leone XIV, Magnifica  Humanitas, in libera lettura online

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