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La storia d’amore (un po’ censurata) che vinse la mafia
Una storia d’amore.
Di due adulti, reduci da unioni non soddisfacenti: i giudici Giovanni Falcone e
Francesca Morvillo. Di cui già sappiamo la conclusione, poiché saranno vittime
di un attentato mafioso, ma del genere militare. Una storia tenera dapprima, ma
senza le smancerie di rito – forse con lei troppo giovane. Poi incalzante. In
un’epoca, non molti anni fa, in cui si uccidevano uno dopo l’altro commissari
di Polizia e magistrati, Cassarà, Giuliano, Terranova, E se ne sa, gli stessi
magistrati lo apprendono dal telegiornale: nessuna rete protettiva, perlomeno informativa.
Poi viene il pool antimafia, un primo raccordo. E il successo in
Tribunale contro gli intoccabili del crimine. Infine, la vendetta – ma non la
vittoria.
È difficile drammatizzare
cose arcinote, già tema di molti racconti. La collaborazione alla sceneggiatura
di Felice Cavallaro assicura un ottimo equilibrio, senza le facili generalizzazioni
postume, e quindi un senso di freschezza. Con una sola concessione all’enfasi:
di Paolo Borsellino avvicinato a Falcone dall’infanzia, una comunanza rionale –
genere “Amica geniale”. Mentre erano due mondi diversi e anche distanti. E una mancanza
– probabilmente non di Cavallaro, che della cosa ha certamente memoria storica:
la lunga, assidui e grave campagna di delegittimazione di Falcone condotta dalla
sinistra del compromesso storico contro Falcone – che pure sarebbe stata ottimo
ingrediente per il dramma (anche criterio storico di valutazione dell’antimafia,
e per opposto del sacrifico personale di Francesca e Giovanni). Condotta da
Leoluca Orlando e Alfredo Galasso, allora animatori della Rete, una Dc di sinistra,
dai microfoni di Santoro alla Rai, non contradetti, per i quali Falcone era un
mafioso in petto, non processando Andreotti. E del Pci, politicamente già
disfatto dal 1989, ma sempre settario e monolitico, con la copertura di “Repubblica”
e “Corriere della sera”, i giornali sostenitori, contro la candidatura di
Falcone alla Procura Antimafia, da lui stesso proposta e istituita, con accuse sempre
loffie. Una delegittimazione che ha un nome preciso nel gergo, anche se inglese,
nel gergo mafioso: to single out, mettere nel mirino. Il sacrificio di Giovanni
e Francesca - e poi di Paolo – e dei tanti uomini della loro protezione, era proprio
necessario per procedere finalmente contro la mafia?
Simona Izzo-Ricky
Tognazzi, Francesca e Giovanni - Una storia d’amore e di mafia, Sky Cinema,
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