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Ombre - 825
Un presidente del consiglio spagnolo, socialista,
ultralaico, che s’inventa una gita a Roma per parlare col papa, non si sa se ridere
o piangere. È un papa che parla castigliano, avendo fatto il missionario in Perù,
e questo si può capire. Ma va dal papa Sanchez, che non va da nessuna parte?
Per farsi benedire? Certo, ne ha bisogno, tra un po’ sarà l’unico socialista
ancora in circolazione.
La ristampa del “Corriere della sera”
del 17 agosto 1924, con la scoperta ferragostana del “cadavere di Matteotti in
una macchia nei dintorni di Roma”, offre, oltre agli “emozionanti particolari
della lugubre scoperta”, a settanta giorni dall’assassinio, un quadro politico
allora facilmente recuperabile: Mussolini, al governo da nemmeno due anni, con maggioranza
non elettiva ma raccogliticcia, attorno alla corona, poteva benissimo essere sfiduciato
- il giornale è perfettamente libero nella cronaca e nel giudizio. Ma il voto liberale,
da Croce in giù, e compresi i vecchi, Giolitti, Orlando, Salandra, lo salvò.
Ogni volta, da qualche anno, che il primo
ministro israeliano Netanyahu ha un’udienza al Tribunale che lo giudica per
corruzione, ne viene impedito da un impegno grave. Solitamente è un bombardamento
– negli ultimi anni a Gaza e in Libano. L’ultimo rinvio, martedì, è costato
almeno trenta morti in Libano. Non si potrebbe soprassedere a questo processo,
molti arabi sarebbero riconoscenti?
Il bello – cioè il brutto – è che il rinvio-con-morti
non fa notizia. Neanche per i comici.
Si discute in Germania cosa e come fare con la Cina. Pubblicamente. Di fatto Volkswagen si salva importando le auto
che produce in Cina, e l’Europa si adegua. E questo è il modus vivendi
dell’Europa: la Germania fa e il resto si adegua. L’auto franco-italiana per
prima, Stellantis – ma anche Skoda in Cechìa e Seat in Spagna. Con la
differenza che la Germania occupa da tempo il segmento alto del mercato, coi
carrozzoni Bmw, Mercedes e Audi, senza concorrenza cinese, e gli altri si attaccano.
È sintomatico che, quando il presidente
israeliano Herzog critica l’uso poliziesco dell’esercito, tipo SS per intendersi, riceva in patria solo
contumelie, anche gravi. In un Paese e un’opinione non controllata o dominata
da un regime, ma volontaria e attiva, libera. Per scelta.
Il Macro, il museo romano di arte contemporanea,
nel nobile quartiere di Porta Pia – via Alessandria, via Nizza, Corso Trieste -
chiude il cinema che aveva aperto a Natale, tra cineteca e novità: in cinque
mesi non c’è andato nessuno. Ma il sindaco Gualtieri non vuole dare il cambio di
destinazione d’uso alle decine di grandi sale di cinema chiuse da decenni: “Bisogna
conservare la memoria”. Per odio della proprietà, speculatrice, affamatrice?
Per qualche affaruccio tra compagnucci della parrocchietta, se ne può stare certi.
“Qualche mese prima dell’inchiesta per concussione
e dell’arresto di Sandra”, sua moglie, dice Clemente Mastella a Labate sul
“Corriere della sera”, “un mio parente di Napoli, che lavorava per i Servizi, mi disse: «Guarda che ti vogliono
fottere». Chiamai preoccupato Gabrielli e lui mi rassicurò. Su di me, insomma,
non c’erano indagini. E invece aveva ragione il mio parente di Napoli”. Gabrielli
era il direttore dei Servizi, Sisde e Aisi.
Però aveva ragione Mastella,
l’inchiesta era fasulla. Finì “in un nulla di fatto”, continua Mastella, “ma
dopo undici anni di calvario. Si poteva chiudere in mezzo secondo. Accusavano
me e mia moglie di concussione nei confronti di Bassolino? Bastava interrogare
Bassolino e chiederglielo. Non lo fecero mai: lo chiamò la mia difesa come testimone”.
“Ho la delega alla sicurezza”, dice il
sindaco di Milano chiudendo su “7”, il settimanale del “Corriere della sera”,
una serie di reportages sullo stato della città: “Ogni giorno il comando dei
vigili mi manda il rapporto di quello che succede. La maggioranza di chi commette
crimini di strada non ha origini italiane”. Cioè, visto da sinistra?
Soprattutto, Sala non si raccapezza: “Ci
si accapiglia su tram e piste ciclabili e si perde di vista tutto il resto.
Trenta o quarant’anni fa c’era un sistema più coeso tra sindaci e ruoli apicali
della società: vescovi, direttori di giornali, rettori, presidenti delle
associazioni, banchieri, imprenditori, tutti sentivano la responsabilità di
fare sentire la propria voce per il bene della collettività. Oggi non è più
così”. La democrazia non è più democratica?
Dice anche il sindaco Sala che si sente
d’improvviso stanco: “Il sindaco è il mio lavoro”, da “uomo del fare”, E aggiunge:
“Sono però profondamente toccato da quello che si è scatenato intorno a me, e ai
miei collaboratori, per le indagini della Procura”. Per concludere, sugli ultimi
mesi di mandato: “Resta una parte di Sinistra giudicante con cui fare i conti”.
La Sinistra si vuole giudicante? Khomeinista.
È del genere horror l’esercito
israeliano in funzione di polizia illegale, arbitraria. Come lo erano le SS.
Quale che sia l’opinione che uno può avere della Flotilla, del suo ruolo, delle
motivazioni. Contro una armada disarmata e brancaleone – certamente non terrorista:
un’esibizione di violenza. Senza nessuna riserva in Israele, una critica che
conti, una presa di distanza. Un’esibizione di forza bruta. Israele si fa forte
dell’Olocausto, e questo è un abuso – dovrebbe essere un abuso.
L’Ucraina bombarda la sede dei servizi
segreti russi a Kherson, ed ha la prima di giornali e tg. Poi, dopo qualche
giorno, si sa che l’attacco era a uno studentato, di ragazzi nel sonno, e niente.
Lo si sa anzi per caso, di sghembo. Il giorno in cui la Russia per rappresaglia
bombarda Kiev. Come breve, brevissimo, incomprensibile, inciso della grande
notizia del bombardamento.
Le “notizie di guerra” fanno parte della
guerra, ma ci sono limiti. P. es. bisogna sapere chi ci si mette in casa.
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