L'Europa incapace di tutto rappresentata da un E3 di governi debolissimi e contestati. Preda peraltro ormai da tempo delle convulsioni slavo-baltiche. Gli Stati Uniti, indiscussa potenza economica e militare che non né imbroccano più una dopo l'11 settembre. In Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Iran. Mentre delegavano all Cina le "catene di valore", la manifattura.
Nella prospettiva ancora romanocentrica delle istituzioni e la retorica americane, di Roma tra repubblica e impero, tra Senatori e Divo, si direbbero gli Stati Uniti alla svolta verso la decadenza: molti dibattiti, poche idee, nessuna decisione, se non estemporanea e temporanea. Mentre si accreditano e magnificano culture allogene come l'islam - l'islam come novità di democrazia radicale. E figure bizzarre come il seminarista, il negatore di Istaele, il sionista cristiano (della Bibbia-mondo). In un'America-crogiolo che ora vuole centrale il sincretismo. Come estensione dell'identità, in realtà come manifestazione di debolezza, di incertezza dell'identità.
Il "Tramonto dell'Occidente" classico, quello di Spengler (che non era un "tramonto" politico - ma poi lo era), ha fatto un secolo a vuoto. Mai l'Occidente è stato forte come nel secolo dopo Spengler, nella scienza, la manifattura, il commercio, la cultura, la forza - specie dopo il 1944. Ma col Millennio ha cominciato a perdersi. Sul piano della forza, l'America ha dissestate l'Europa, portandole la guerra in casa, ormai endemica, ha dissestato il mondo arabo più fedele, e fa la corte a Pechino.

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