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Amore e corna in vacanza a Tangeri
Due coppie, cresciute
insieme, una con figlia e una senza, con grande dispiacere, in vacanza a
Tangeri, sono assediate dalla vispa allieva del lui professore – l’altro fa il
ristoratore, pratico – che a Roma, alla Sapienza, se ne è fatta l’amante, nell’ambito
della Filosofia che lui insegna.
Si direbbe un dramedy,
dramma e commedia, ma è un melodramma, senza la musica ovviamente. Sceneggiato
dallo steso Muccino, ma col contributo determinante di Delia Ephron, la scrittrice,
sorella della regista Nora, sulla trama del di lei romanzo “Siracusa” – dove le
coppie sono spiccicate, ma newyorchesi, e in vacanza a Siracusa.
Un melodramma che
Muccino sa dosare. Con interpreti che non si rifiutano al “dramma” borghese,
specie Crescentini, Accorsi e Santamaria – ma di più funziona, anima la storia,
la vivace studentessa, l’esordiente Beatrice Savignani. E grazie a una produzione
robusta, che gli consente di usare a dismisura la location Tangeri, comprensiva
di grandi scene di folla (almeno una sulla Grand Socco, la grande piazza che
introduce alla Medina affollata in esterno giorno), dei chiostri lussuosi del
Palazzo delle Istituzioni Italiane (notevole, se non unico, Istituto italiano all’estero),
e dei vicoli della città vecchia desertificati per fughe e rincorse notturne.
Un dramma borghese.
Non muore nessuno.
Gabriele Muccino, Le
cose non dette, Sky Cinema, Now
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