Cerca nel blog

lunedì 18 maggio 2026

B.B. bella e brava

Brigitte Bardot nei filmetti di famiglia, quando erano rarissimi, prima della erra, bambina graziosa, poi ballerina provetta, l’incontro con Vadim e l’avventura del primo film. E quindi l’ondata “B.B.”, tutta la Brigitte Bardot del mito. Provocante sempre, sullo schermo e fuori, di notte e di giorno, in parole e in atti. Con i fotografi a frotte con i cannoni-teleobiettivi sempre alle costole – “una foto ti vale anche un milione”. Ma senza la perdita della privacy: gli amanti scorrono numerosi, compreso qualche marito, e anche passi difficili, come le gravidanze interrotte, e la maternità per cui “non si sentiva pronta”. E presto, prima delle rughe, già nel 1973, ai quarant’anni, l’abbandono del fotografi – niente più scandalo - e del cinema.
Si direbbe una programmazione accorta del mito, della carriera di pin-up, brillante e seducente. Ma B.B. era di più, sotto la svagatezza. Riparte ospite di una spedizione artica, per controllare la strage periodica delle foche, a conclusione della quale è la pin-up dell’animalismo, fotografata ora senza “crediti” su tutte le copertine del mondo abbracciata a un cucciolo di foca. È l’inizio della seconda vita, di paladina degli animali. Per i quali avvia un’attività politica intensa. Più spesso con la politica di destra, avendo cominciato le petizioni e gli incontri col presidente “repubblicano” Giscard d’Éstaing, e poi via via altri esponenti républicains. Per finire con Marine Le Pen. Ma anche con Mélenchon, estrema sinistra. Con chiunque la ascoltasse per conto degli animali. I titoli di coda le accreditano una dozzina di leggi e regolamenti, francesi e internazionali, a protezione degli animali, dai visoni ai polli.
Un film documentario pieno di cose e insieme svelto, senza moralismi, critici o apologetici. B.B. maliziosa e sfidante nella prima incarnazione, argomentativa e solida nella seconda. Anche nella vita d’ogni giorno, paesana, a Saint-Tropez.
Una ricostruzione che si è avvalsa della collaborazione della stessa Bardot, con l’apertura della sua tenuta Les Mandragues a Saint-Tropez, di cui era stata sempre gelosa. Quasi un testamento – il film si completava mentre lei moriva, a fine 2025. Con la partecipazione di molti personaggi che l’hanno frequentata, come Marina Abramovic e Stella McCartney, o studiata e analizzata nella sua lunga vita.
Alain Berliner-Elora Thevenet, Bardot, Sky Arte, Now

Nessun commento: