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B.B. bella e brava
Brigitte Bardot nei
filmetti di famiglia, quando erano rarissimi, prima della erra, bambina
graziosa, poi ballerina provetta, l’incontro con Vadim e l’avventura del primo film.
E quindi l’ondata “B.B.”, tutta la Brigitte Bardot del mito. Provocante sempre,
sullo schermo e fuori, di notte e di giorno, in parole e in atti. Con i
fotografi a frotte con i cannoni-teleobiettivi sempre alle costole – “una foto ti
vale anche un milione”. Ma senza la perdita della privacy: gli amanti
scorrono numerosi, compreso qualche marito, e anche passi difficili, come le gravidanze
interrotte, e la maternità per cui “non si sentiva pronta”. E presto, prima delle
rughe, già nel 1973, ai quarant’anni, l’abbandono del fotografi – niente più
scandalo - e del cinema.
Si direbbe una
programmazione accorta del mito, della carriera di pin-up,
brillante e seducente. Ma B.B. era di più, sotto la svagatezza. Riparte ospite
di una spedizione artica, per controllare la strage periodica delle foche, a conclusione
della quale è la pin-up dell’animalismo, fotografata ora senza “crediti”
su tutte le copertine del mondo abbracciata a un cucciolo di foca. È l’inizio
della seconda vita, di paladina degli animali. Per i quali avvia un’attività
politica intensa. Più spesso con la politica di destra, avendo cominciato le petizioni
e gli incontri col presidente “repubblicano” Giscard d’Éstaing, e poi via
via altri esponenti républicains. Per finire con Marine Le Pen. Ma anche
con Mélenchon, estrema sinistra. Con chiunque la ascoltasse per conto degli
animali. I titoli di coda le accreditano una dozzina di leggi e regolamenti,
francesi e internazionali, a protezione degli animali, dai visoni ai polli.
Un film documentario
pieno di cose e insieme svelto, senza moralismi, critici o apologetici. B.B. maliziosa
e sfidante nella prima incarnazione, argomentativa e solida nella seconda. Anche
nella vita d’ogni giorno, paesana, a Saint-Tropez.
Una ricostruzione che
si è avvalsa della collaborazione della stessa Bardot, con l’apertura della sua
tenuta Les Mandragues a Saint-Tropez, di cui era stata sempre gelosa. Quasi un testamento
– il film si completava mentre lei moriva, a fine 2025. Con la partecipazione di
molti personaggi che l’hanno frequentata, come Marina Abramovic e Stella McCartney,
o studiata e analizzata nella sua lunga vita.
Alain Berliner-Elora
Thevenet, Bardot, Sky Arte, Now
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