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Se Israele fa senso
Fa senso vedere in Israele dei fascisti
al potere, Smotrich, Ben-Gvyr, la torva Miri Regev. Fascisti dichiarati ed eletti,
cioè in regime democratico e non dittatoriale. E impuniti: la costituzione e le
leggi israeliane non hanno limiti contro il fascismo?
Fascisti parte di coalizioni con altri partiti.
Quindi in contiguità con molta politica israeliana, tanta da fare maggioranza
in Parlamento. Gente peraltro di nessun merito, in incarichi di rango: Smotrich
alle Finanze, Ben-Gvir alla Sicurezza, Regev ai Trasporti. Tre di cui nulla si sa,
del cursus honorum politico, se non che Ben-Gvir è stato processato
per l’assassinio di Yitzak Shamir, il primo ministro della pace – “sono stato
processato 53 volte”, vanta avvocatescamente Ben-Gvir, da avvocato qual è, ma
fu diciottenne rifiutato alla leva perché fascista e razzista.
Fa senso vedere l’esercito, di leva, ragazze
incluse, in funzione di polizia. Nelle quali si esercita con violenza, da
sbirri, senza rispetto delle regole.
Fa senso anche la giustificazione che
si porta: Israele è in guerra. Israele è sempre in guerra. In una guerra che
Israele vuole. Avendo sabotato almeno due accordi di pace.
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