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domenica 17 maggio 2026

La guerra per la pelle dopo la guerra

“I prezzi dei bambini e delle ragazze, da qualche giorno, erano caduti e continuavano a ribassare”. Napoli 1944, liberata cioè occupata, miserabile, e il commercio del sesso ultimo rifugio, disperato. Ma, poi, “una terribile peste dilaga a Napoli dal giorno in cui, nell’ottobre del 1943, gli eserciti alleati vi sono entrati come liberatori: una peste che corrompe non il corpo ma l’anima, spingendo le donne a vendersi e gli uomini a calpestare il rispetto di sé” - l’anamnesi migliore è quella dei curatori della riedizione, Caterina Guagni e Giorgio Pinotti. Il “romanzo” – i racconti in realtà – è di una mezza dozzina di forme di abiezione. La pelle è degli occupati, la peste, si può dire, dei liberatori.
Un “romanzo” che si vuole osceno. Ma nel senso della pietas, della umana comprensione. Che si manifesta nel racconto della nobile Caracciolo che si denuda per rivestire dei suoi rasi e le scarpine di seta la ragazza povera morta sotto le bombe: per farne alla tumulazione una Principessa delle Fate, una Madonnina.
La più terribile narrazione della sconfitta – plastica, realistica. Con l’ammonizione, in esergo, ai vincitori, l’invito alla prudenza – Malaparte è narratore dal vivo, in medias res, sa di cosa si tratta: “Se rispettano i templi e gli Dei dei vinti,\ i vincitori si salveranno” - Eschilo, “Agamennone”. Una scrittura che non si dimentica.
Non una novità – se non la “pubblicazione” online dell’intera edizione Adelphi, in anastatica. Ma la conferma di uno scrittore notevolissimo. A lungo in uggia alla critica autorevole - canonica o “impegnata”, politicamente corretta, e non libera. Uno di cui Kundera poteva dire, a proposito di “La pelle” e in generale: “Con le sue parole fa male a se stesso e agli altri; chi parla è un uomo che soffre. Non uno scrittore impegnato. Un poeta”. Ma non un cinico, come si professava, qui specialmente: di forte senso morale, seppure istrionico. Non “impegnato”, anzi volutamente, polemicamente, disimpegnato, eppure un uomo del suo tempo, come nessun altro scrittore della guerra.
Curzio Malaparte,
La pelle, Adelphi, pp. 379  € 14
leggibile gratuitamente in rete
https://www.rodoni.ch/A9/malaparte-pelle.pdf

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