Non c’è mai stato un mercato più
favorevole di ora all’acciaio europeo. I giudici (italiani, milanesi) affondano
la siderurgia italiana nel suo momento migliore. A vantaggio di altri
produttori europei, che producono in condizioni ambientali non diverse da quelle
italiane.
In tutte le classifiche del primo
semestre dei settori industriali, la siderurgia primeggia per incremento degli
utili, 135 per cento. Un record storico, tutti i settori produttivi compresi. E
dal primo luglio beneficia delle nuove misure di salvaguardia europee, che
raddoppiano i dazi sulle importazioni, al 50 per cento, e tagliano di quasi la
metà, il 47 per cento, le quote di acciaio importabile senza dazi, con un tetto
globale di 18 milioni di tonnellate.
La domanda è in forte aumento per il
rilancio dell’industria automobilistica, assestata su un mix di nuovo
(elettrico) e vecchio, con le nuove norme sulla transizione, dei trasporti
aerei e marittimi, dei nuovi programmi europei di edilizia “popolare”, e dell’industria
degli armamenti.

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