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giovedì 16 luglio 2026

Il Grande Smottamento – o il conto presentato a Meloni

Pensavano di fare parte della solita coalizione, invece si sono trovati dentro un governo-che-governa – che ha la pretesa di governare. Hanno atteso, non contando niente politicamente, per quattro anni, e ora passano al mercato: centro-sinistra perché no, purché ci riconosca. Cioè, ci dia un posto, sicuro.
Lo smottamento evita anche che  il partito di Meloni si rafforzi (ma qualcuno è sicuramente anche del partito di Meloni, che la considera troppo forte e “riformista”). Questo in particolare è obiettivo dei figli Berlusconi, il compito affidato alla fidata Craxi, facendola capogruppo FI al Senato. Insieme con l'altro, evidente: poter contare su parlamentari sicuri, indipendenti dagli umori degli elettori ( i parlamentari aziendali).
Si dice: è la legge elettorale.La legge elettorale favorirebbe le manovre, le “pastette”, a scapito del (buon)governo. No, è il modo d’essere della politica. Che non ha altra consistenza – solo una manovretta,  destra e sinistra, per me pari sono.
È la realtà che la sociologia politica non indaga ma che tutti conoscono, del perché le “riforme” in Italia non si fanno, l’ammodernamento della macchina pubblica, il rendimento, la produttività, l’intelligenza costruttiva invece che “perequativa” – “mi tocca, me lo prendo, lo pretendo”, essendo povero e sfortunato, e anche un po’ profugo – “profugo per essere naufrago”, come richiedeva il vecchio Diritto Marittimo per dare assistenza. Da qui il partito della crisi, continua, costante. Ma è il corpaccione che alimentava la Dc: tutto sottogoverno. Per cui il governo governa ma non decide. Che è un’anomalia costituzionale e parlamentare, anche se sotto forma legalitaria e perfino democratica, ma è stata ed è l’anima della Repubblica: il sottogoverno, la piccola corruzione, la spesa pubblica improduttiva, l’aggiornamento lento e tortuoso, la Funzione Pubblica demotivata e “politicizzata”. Il tutto nel nome della politica, cioè dell’impolitica.
Era prevedibile, era “naturale”, e il conto è giù presentato a Meloni – chi si crede di essere?
 

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