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Quando la cultura si scoprì multiforme
"Il padre dell’antropologia culturale americana e lo studioso che ha
insegnato a generazioni come pensare alla diversità umana senza gerarchie. Un
tempo, la «cultura» era considerata qualcosa che un gruppo possedeva in misura
maggiore rispetto a un altro. Boas e i suoi studenti dimostrarono come usare la
parola al plurale: popoli diversi avevano culture diverse e, mentre le
peculiarità di una cultura straniera erano evidenti, avremmo fatto bene a
riconoscere gli aspetti arbitrari della nostra”.
Un lunglo articolo che è un saggio biografico e antropologico, della
personaltà multiforme e avventurosa di Franz Boas (1858-1942), prima e dopo la
vocazione accademica. E delle sue innovazioni, di metodo e di esiti, una volta
che, dopo molteplici esperienze, e giusto per poter sposare la ragazza che
voleva, facendosi una posizione giudicata idoenza dalla di lei famiglia, si
fece antropologo.
Un ricercatore nato e formato in Germania, che trovò la sua strada
in America. Da dove lo indirizzò e alla fine lo cooptò lo “zio Jacobi”, che
aveva sposato una sorella dells madre, già sodale di Marx, esiliato nel 1848
dopo le rivolte fallite in Prussia, e a New York brillante medico, pioniere
dela pediatria e della sanità pubblica. Pieno di cicatrici da Mensur, i duelli d’obbligo nelle università tedesche pre-1848, per
lui “le contingenze della cultura erano scritte sul suo volto. Quando, vent’anni
dopo i suoi giorni universitari da duellante, descrisse dettagliatamente le
tecniche di pittura facciale tra gli abitanti dei villaggi indiani nella
Columbia Britannica, doveva essere consapevole che i suoi stessi lineamenti
recavano i segni di usanze altrettanto legate alla comunità”.
Un accademico diverso. Di famiglia ebrea che celebrava il Natale, e di quella borghesia,
dirà lui stesso, per la quale “gli ideali del 1848 eranlo forza viva” Altri mondi,
ancora un secolo fa.
Kwame
Anthony Appiah, The Defender of
Differences, “The New York Review of Books”, libero online, leggibile anche
in italiano, Il difensore delle
differenze)
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