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giovedì 16 luglio 2026

L'Italia abbandonata

Una ventina di borghi rurali, una decina di castelli, altrettante ville-dimore storiche, e chiese, ospedali (manicomi), cimiteri, fabbriche, una cava, la ferrovia dismessa Lucca-Pontedera: un’esplorazione localizzata, di un ambiente piccolo, che mostra e lascia presumere un abbandono  radicale, esteso, dell’ambiente, del territorio. Per il declino demografico e per l’urbanizzazione. Si sfoglia l’illustratissimo volume presi esteticamente dal fascino dell’abbandono, e insieme sconfortati. Vezio De Lucia, presentando il lavoro dell’autrice, ricorda sommesso che “il territorio finora esplorato è una frazione piccolissima di quello abbandonato nel resto d’Italia”. Mel Mezzogiorno, spiega, la situazione è ben più disastrosa, e quindi “il destino di luogo abbandonato è fatalmente destinato a estendersi, e con un ritmo accelerato”. Non sappiamo a che abbandono, o disastro, naturale e anche economico, stiamo andando incontro.
Bettolla, spezzina, di città dunque, e psicologa del lavoro, ha cominciato presto a ccuparsi di ambiente, laureandosi a Torino con una ricerca sulla “Cultura dell’abbandono”, dei luoghi. Pubblicando presto, nel 2015, una prima raccolta di “Luoghi abbandonati”, da lei stessa molto illustrata come questa, con foto, anche molto “espressive”, e cartografie. Anche in questo volume sulla stessa regione del primo (la regione del cuore?), la Lunigiana-Garfagnana: la valle ligure-toscana del Magra da Pontremoli al mare,  e l’ex governatorato dell’Ariosto.
Maggy Bettolla,  Luoghi abbandonati 2, Giacché, pp, 255, ill. € 16,90  

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