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Mussolini eterno
“Mussolini
non fu soltanto l’inventore del fascismo, il fondatore dei Fasci di
combattimento e del Partito nazionale fascista; fu anche l’ideatore di quella
prassi, comunicazione e leadership politica che noi oggi chiamiamo populismo
sovranista”. Insomma, ci siamo capiti, Meloni – il sottotitolo è “Mussolini
oggi”.
È
il discorso con cui Scurati ha partecipato nel 2022 alle Rencontres Internationales
de Genève, un “dialogo culturale” che si tiene ogni anno tra gli amanti della
pace. “La mia relazione fu presentata”, spiega, “giovedì 29 settembre, pochi
giorni dopo le elezioni politiche italiane”. E per questo tanto più oggi ci
tiene, per “il timbro di orazione civile e la vena di commozione che (lo)
caratterizzano anche per via del momento storico in cui fu concepito e
pronunciato”.
Ma
senza novità. L’ennesimo ritratto di Mussolini, pieno di sé – il combattente –
cinico, fortunato, violento. E opportunista: “Io sono l’uomo del dopo”, di se
stesso dicendo, di quando le cose hanno preso il loro verso. Dal socialismo all’arditismo
– degli avanzi di galera, le squadracce. Insomma, quello che si sa, a ufo.
L’eterna
aneddotica – a naso il tema e la fatica di metà buona della storiografia
italiana contemporanea, tra Mussolini, fascismo, guerre, totalitarismo e
tematiche affini.
Dopo
averne scritto per migliaia di pagine nei suoi romanzi storici della seria “M”,
Scurati evidentemente non ne è stufo. Non ci evita nemmeno il “corpo” del duce (ma
perché non si fa il corpo del Führer?
Non si spogliava, certo, ma allora il magnetismo della voce, perché no,
migliaia di pagine se ne potrebbero estrarre).
Con
un nota finale, intitolata “Democrazia”, in cui Scurati, senza volerlo, si
racconta impolitico: quando cadde il Muro di Berlino aveva vent’anni, e non se
ne accorse. Male, no?
E il populismo?
Antonio Scurati, Fascismo
e populismo, “la Repubblica”-Giunti, pp. 91 € 9,90
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