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giovedì 5 novembre 2026

A Sud del Sud - il Sud visto da sotto (647)

Giuseppe Leuzzi

Deloitte ha un premio Best Managed Companies che assegna ogni anno. Quest'anno su 70 riconoscimenti  solo 11 sono andati al Sud - di cui 4 in Campania o8e 4 in Puglia. Non mancano solo i capitali al Sud, manca anche l'iniziativa.

Sudusmi/sadismi - o le attrattive del crimine

Si fa un film in America, "Captivated", sul rapimento a Roma e in Calabria di John Paul Getty III, nel 1973. A opera di Saro Mammoliti, allora avventuroso (ex) giovane, compagno di merende, nelle frequenti gite a Roma, del rampollo miliardario poi rapito. 

Il film si gira in esterni in Calabria, a Cittanova e Pentedattilo, protagonisti Al Pacino (un Mammoliti incanutito) e Katie Holmes (la madre del rapito). Pezzo forte del film sarebbe una "relazione particolare" tra Mammoliti e la madre del rapito. Cosa non vera, e comunque inverosimile. Ma non evidentemente al cinema.  È incredibile la capacità di fascinazione del crimine, specie sotto le forme mafiose.

Gail Getty, allora trettottenne, si occupò della liberazione del figlio (il padre, figlio del patriarca "uomo più ricco del mondo, era divorziato e drogato), ma al modo come Ridley Scott ha mostrato in "Tutti i soldi del mondo" nel 2020, rimettendo cioè insieme la famiglia di parte Getty, e facendo pressione sul patriarca - niente Calabria. Aveva 38 anni e un paio di matrimoni, con figli. Mammoliti ne aveva 31.

Mammoliti, ras di Castellace, piccolo borgo in agro di Oppido Mamertina, figlio di carrettiere morto in una faida, si impegnò dopo l'exploit Getty III, impunito, a sloggiare tutti i (piccoli) proprietari di uliveti non compaesani. Sembrò imbattibile -  procuravai voti a tutti i candidati politici certificati antimafia. Finché una donna sola, Teresa Cordopatri, un quarto di secolo dopo Getty, non lo fece arrestare e condannare, smembrandone l'impero, di terreni, concessionarie e quote bancarie - c'era un ministro dell'Interno nuovo, milanese, leghista nordista.

Il Sud vittima di se stesso

Il crollo di due grandi colombari del Cimitero Monumentale di Napoli nel 2022 ha lasciato scoperti alcune migliaia di loculi, e una parte dei resti sono ancora seppelliti sotto le macerie. Perché niente è stato fatto da allora. Giusto una riga sul sito del Comune: "15 cappelle momentaneamente inaccessibili". 

Si dice che Napoli abbia il culto dei morti. Ma la noncuranza pesa di più. Potrebbe essere questo il vizio assurdo del Sud, suicidario: l'incapacità di amministrarsi. Non singolarmente, di cavarsela, a quello anzi il Sud è bravissimo. Di amministrarsi collettivamente, di gestire quella che si chiama amministrazione pubblica.

A Palmi, un altro caso fra i tanti, il porto turistico realizzato quasi trent'anni fa è rimasto inutilizzato. Ora si procede al ripristino - molti materiali sono deperiti- con un cantiere previsto di due anni. Ma non è detto che il porto quando sarà nuovamente fungibile sarà utilizzato - gestito, programmato.

A Vibo Valentia si avvia l'ampliamento del porto, Vibo Marina, con una struttura per il diporto, un porto turistico. Con un investimento modesto, 27 milioni. Ma dopo 26 anni, di discussioni, pratiche, riprogettazioni. 

Sempre a Palmi, tra Palmi e Gioia Tauro, da vent'anni non si costruisce il nuovo ospedale, di cui ci sarebbe grande bisogno, perché deve sorgere su territorio di uno dei due Comuni finitimi - e l'altro si oppone. Un ospedale gia finanziato, e ora (eventualmente) da rifinanziare.

Si suole dire che il Sud diffida dello Stato. Ma non è vero: dello Stato conosce ogni piega, se si tratta di avvantaggiarsene. Il Sud non conosce la Funzione Pubblica, la (buona) amministrazioe. Come gestire i beni propri ma non personali. Cioè anche personali, ma non direttamente, non esclusivi. La sagra di opere inutili in cui sono state seppellite le risorse straordinarie e di pronto impiego, senza burocrazia, del Pnrr ne è la riprova. 

L'incapacità o il nessun interesse a programmare, a imparare a programmare, che per il Sud vuol dire opere infrastrutturali (acqua, strade, pulizia, wifi), si direbbe connaturata, dopo tanti anni di autonomie. Viaggiando in Calabria per i borghi del reggino, o in Sicilia in quelli interni del messinese, si ha la sensazione fisica di questa povertà istituzionale, della incapacità, o assenza di interesse, alla buona amministrazione, a una amministrazione qualsiasi.

"La Calabria è piena di talenti che non usa" -o l'incapacità di crescere economicamente

Cosenza ha un'università "con il campus alla Stanford University, 200 ettari di verde, scienza, ricerca. Nel 1991 qui si è laureato il primo ingegnere informatico d'Italia. E oggi è la prima università italiana per Computer Science nella classifica di Shangai". Bene. Con quale effetto sull'economia regionale? Nullo.

Dal 1972-73, anno del suo avviamento, l'Unical ha formato 100 mila laureati. Che nel mezzo secolo successivo non sono diventati classe dirigente. Non in politica, non nell'amministrazione, non in affari e nella società in genere - non l'hanno caratterizzata, neanche minimamente. Nemmeno qualche puntino fra i tanti, niente.

Si direbbe che la regione sia infertile: si può seminare ingegno, anche molto, ma il terreno è sterile.

"La Calabria è piena di talenti che non usa". Ne faceva la considerazione mezzo secolo fa James Maurice Scott, il trekker scozzese che nel 1973 si fece tutto l'Appennino a piedi, fino in Calabria, quando il commesso di una drogheria lo interpella in inglese, e al padrone che, prima ancora che Scott apra bocc, incuriosito gli chiede "come fai a sapere che è inglese" risponde: "Certo che lo è. E, tuttavia, potrebbe anche non esserlo. No, penso sia scozzese".

"Questo era ancora più sorprendente", commenta Scott, " perché gli italiani chiamano in genere inglesi tutti gli abitanti del Regno Unito.

"L'uomo era stato prigioniero di guerra in Kenya, aveva servito per undici anni l legione straniera francese, era stato in Australia e non ricordo più dove altro, ma ricordo certamente che aveva giocato con una squadra scozzese di football. Era chiaramente brillante, aveva vissuto molte esperienze e ora faceva il commesso in un piccolo negozio di montagna. La Calabria è piena di talenti che non usa".

Fiato corto? Immaturità? Inapplicazione?  Inconsistenza? Testa dura, si diceva una volta dei calabresi. Ma tutto si perde nella disamministrazione dell'amministrazione. Eppure l'intelligenza economica è semplice, come mettere un mattone sull'altro. 

leuzzi@antiit.eu

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