Il trentesimo libro della ditta Gratteri-Nicaso sulla mafia calabrese (si vede che la 'ndrangheta vende), uno e mezzo l'anno in vent'anni di collaborazione, da quando il Sisde ha eletto la 'ndrangheta a mafia più potente al mondo, è veritiero: i mafiosi si ammazzano. Spietati, smemorati, a volte in serie. Non per particolari motivi. Per tutti i motivi possibili. Che poi sono uno: per niente. Si uccide per poi essere uccisi.
Nicaso ne fa un racconto, benché ripetitivo, scattante. Per un particolare, una messa in quadro, una sorpresa. Ne fa però, ne fanno gli autori, una storia che è un paradosso. La Calabria non registra molti assassinii, in termini di medie nazionali, e anche internazionali - in rapporto alle altre regioni e ad altri Paesi. Ma in gran parte, se non tutti, in Calabria sono dovuti a vendette mafiose. E dunque, si direbbe, è una popolazione mite soggetta agli assassini-per-essere-assassinati. Agli stupidi - dentro "l'organizzazione criminale più potente d'Italia", il sottotitolo, c'è solo violenza, stupida
Nicola Gratteri-Antonio Nicaso, 50 anni di 'ndrangheta, Solferino-"Corriere della sera", pp. 301 € 17,50

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